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- Aeroporto di Lipsia, trovato drone-bomba vicino a un velivolo ucraino. Il ministro Dobrindt: “Nuovo scenario di minacce ibride”
Non c’è stata un’esplosione e non si registrano feriti. Indagini in corso. Il giorno prima nella città tedesca misteriosa collisione con un volo Dhl

Auto della polizia davanti all'aeroporto di Lipsia, dove è stato trovato un drone con esplosivo (Afp)

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Lipsia, 5 agosto 2026 – Torna l’incubo dei droni e degli ordigni negli aeroporti europei. Questa volta l’allarme è scattato a Lipsia, dove nella notte tra martedì e mercoledì due oggetti volanti hanno messo in crisi lo scalo di Lipsia/Halle, uno dei principali hub cargo del continente.
Il primo drone, un quadricottero, è stato rinvenuto alle 23.43 sulla pista sud, vicino a quattro aerei Antonov ucraini. I velivoli, impiegati dal 2022 per il trasporto di merci, passeggeri e materiale logistico, erano stati trasferiti in Germania per sottrarli alla guerra. Secondo gli investigatori, il dispositivo avrebbe potuto colpire uno degli Antonov. Sul drone era fissato un ordigno contenente esplosivo: i test hanno rilevato tracce di composti a base di nitrato. La miccia non si sarebbe attivata, forse per un difetto. Gli artificieri della polizia federale hanno rimosso l’innesco con un robot e trasferito il dispositivo in un contenitore speciale, senza farlo brillare, per preservare le tracce utili. La pista sud è rimasta chiusa fino al mattino.
Poco dopo, un cargo Dhl diretto a Lipsia non ha potuto atterrare a causa della chiusura dello scalo e, mentre riprendeva quota, avrebbe urtato un secondo oggetto non identificato. L’impatto è avvenuto a sei chilometri dall’aeroporto e a 400 metri di altezza. Il pilota è riuscito a proseguire fino ad Hannover, dove l’aereo è atterrato in sicurezza con lievi danni alla parte frontale. Gli inquirenti valutano un possibile collegamento tra i due episodi. Indagano la Procura generale di Dresda, l’Anticrimine della Sassonia, l’Antiterrorismo e la polizia della Bassa Sassonia, in collaborazione con la Nato. Il caso è stato classificato come reato contro la sicurezza dello Stato e non viene escluso il sabotaggio.
“Siamo di fronte a un fatto molto serio, rilevante per la sicurezza, e allo scenario di un attacco ibrido”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt, rientrato a Berlino dopo avere interrotto le vacanze in Italia. “Abbiamo già fatto esperienza di avvistamenti di droni, ma che un drone armato di esplosivo arrivi in uno scalo è un nuovo scenario di minaccia”, ha aggiunto, parlando di un “nuovo livello” di pericolo. Il governo tedesco è sotto pressione per la protezione delle infrastrutture critiche, dopo mesi di avvistamenti che hanno già provocato sospensioni del traffico aereo. A dicembre è stato istituito un centro nazionale di difesa antidroni ed è operativa un’unità speciale della polizia. Berlino teme da tempo una guerra ibrida fatta di sabotaggi, spionaggio e disinformazione, ma solo le indagini potranno stabilire se dietro l’azione vi sia la Russia. Kiev non ha dubbi: “Chi potrebbe essere, se non Mosca?”, ha commentato l’ambasciatore ucraino in Germania Oleksii Makaiev.
Lipsia/Halle era già finito nel mirino il 20 luglio 2024, quando un pacco Dhl contenente un ordigno incendiario prese fuoco nell’hub logistico prima di essere caricato su un volo per l’Inghilterra. Episodi analoghi furono registrati nei pressi di Varsavia e in un deposito Dhl di Birmingham. Secondo Eurojust e le autorità coinvolte, quei pacchi facevano parte di un’operazione di sabotaggio attribuita all’intelligence militare russa, il GRU, concepita per testare rotte, tempi di reazione e vulnerabilità del trasporto aereo merci.
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