Affitti brevi, Sala favorevole alla stretta voluta dall’Unione europea: “La diffusione incontrollata è un male, ma non ci sono mezzi per fermarla”

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Il sindaco promuove l’Affordable Housing Act con cui l’Europa intende limitare le locazioni per i turisti. Il testo della norma prevede tetto alle notti e blocco delle licenze per le città con “tensione abitativa”

A livello europeo è stata proposta una bozza di legge molto stringente

A livello europeo è stata proposta una bozza di legge molto stringente

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Milano, 12 settembre 2026 – “La diffusione incontrollata degli affitti brevi è il male”. Il sindaco Giuseppe Sala non usa mezzi termini, il contrasto al proliferare di case destinate solo ai turisti per pochi giorni a Milano è sempre stata una battaglia del Comune, che però finora non aveva né strumenti politici né legislativi per provare a mettere un freno a piattaforme globali come Airbnb. L’Unione Europea, però, qualche giorno fa ha annunciato una stretta sugli affitti brevi e il primo cittadino la giudica subito “una buona notizia”, a margine della cerimonia per la commemorazione delle vittime dell’11 settembre. Per poi precisare, subito dopo: “Non è che gli affitti brevi siano il male, ma una loro diffusione incontrollata è il male”. 

Per il primo cittadino va fatta una distinzione fra singoli proprietari che mettono a reddito un immobile e i grandi gruppi immobiliari

Per il primo cittadino va fatta una distinzione fra singoli proprietari che mettono a reddito un immobile e i grandi gruppi immobiliari

ll profilo giuridico 

Nonostante ciò, “in Italia le città non hanno nessuna autonomia, a volte quando il Comune e la Regione sono allineati, vediamo ad esempio in Toscana, qualcosa si può fare. Dunque l’iniziativa dell’Unione Europea è una buona cosa perché una diffusione incontrollata anche a Milano degli affitti brevi non fa bene alla società”.

Nei mesi e negli anni scorsi, Sala ha sempre precisato che un conto è un proprietario che ha solo una seconda casa e decide di metterla a reddito con gli affitti brevi, un altro una società immobiliare che compra migliaia di appartamenti per metterli tutti a reddito affittandoli a turisti per pochi giorni. Il primo è un legittimo diritto di un piccolo proprietario, la seconda è una speculazione immobiliare. Tant’è. 

Il politico danese Dan Jørgensen ha presentato una bozza di regolamento molto stringente

Il politico danese Dan Jørgensen ha presentato una bozza di regolamento molto stringente

Il tema in agenda  

Il tema degli affitti brevi sarà sicuramente uno degli argomenti della prossima campagna elettorale delle Comunali. Soprattutto se la Ue andrà avanti con le limitazioni annunciate. Attualmente la normativa comunitaria si sviluppa su due pilastri normativi distinti: uno già in vigore, incentrato sulla trasparenza dei dati, e uno in fase di proposta, volto a contrastare l’emergenza abitati. Pochi giorni fa, il commissario europeo per la Casa, il politico danese Dan Jørgensen, ha presentato una bozza di regolamento molto stringente, chiamata Affordable Housing Act. Questa proposta punta a dare uno “scudo giuridico” a Comuni e Regioni per limitare le locazioni turistiche nelle aree con grave emergenza abitativa (caro-affitti e poche case per residenti). 

Il sindaco di Milano Beppe Sala

Il sindaco di Milano Beppe Sala

Le misure drastiche previste  

Il testo della proposta prevede la possibilità di introdurre misure drastiche, tra cui tetti alle notti vendibili (limiti al numero massimo di giorni all’anno in cui un immobile può essere affittato a fini turistici), blocco delle licenze (possibilità per i sindaci di porre un tetto massimo al numero di affitti brevi per singolo quartiere o condominio), tutela della prima casa (le restrizioni colpiranno prevalentemente le seconde case e gli immobili acquistati a puro scopo d’investimento societario, salvaguardando l’utilizzo dell’abitazione principale da parte del proprietario), criteri oggettivi (per poter applicare queste restrizioni senza subire ricorsi legali, le autorità locali dovranno dimostrare lo stato di “tensione abitativa” basandosi su indicatori economici e sociali, ad esempio l’andamento dei prezzi negli ultimi 10 anni in città).

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