- Home
- Milano
- Cronaca
- Quindicenne molestata alla fermata del bus: “Sei bella”, poi la stretta al collo. La ragazza salvata dalla reazione dei passanti, scatta l’arresto
Quindicenne molestata alla fermata del bus: “Sei bella”, poi la stretta al collo. La ragazza salvata dalla reazione dei passanti, scatta l’arresto
Adolescente nel mirino di un trentasettenne in via Rimembranze di Greco. La vittima ha chiesto aiuto con lo sguardo a un’altra passeggera: “Come ti permetti di toccarla?”

Prima la reazione dei passanti, poi è scattato l'arresto

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google
Milano, 12 settembre 2026 – “Che bel naso, sei bella”. Ore 14.30 di giovedì, via Rimembranze di Greco. Una quindicenne sta aspettando l’autobus che la riporterà a casa, e con lei ci sono anche altre persone in attesa. All’improvviso si materializza un uomo alto un metro e 70, vestito con t-shirt e bermuda: “Farfugliava delle parole incomprensibili per poi chiedermi pretestuosamente delle monete”, metterà a verbale l’adolescente. Lei dice gentilmente allo sconosciuto di non avere soldi, ma per tutta risposta lui le tocca il naso con un dito, dicendole “che bel naso, sei bella”. La minorenne si impaurisce e chiede all’altro di fermarsi. L’uomo, identificato per il trentasettenne nativo del Burkina Faso Abdoul-Hafizou B., si fa sempre più molesto: “Improvvisamente mi abbracciava cingendomi tra le spalle e il collo con entrambe le braccia, portando il suo volto a contatto del mio sul lato sinistro”.
"Non volevo farle del male...”
Nonostante lo spavento, la quindicenne riesce a prendere il cellulare dalla tasca: “Lasciami stare, sei ubriaco, ora chiamo l’ambulanza”. Quella reazione fa indietreggiare l’aggressore, che, dopo aver biascicato “Non sono ubriaco, secondo te sono ubriaco...”, si incammina verso un bar. Una donna, però, ha assistito in diretta alla scena: è stata la giovanissima studentessa ad attirarne l’attenzione col suo sguardo terrorizzato. Il figlio della quarantacinquenne, a sua volta testimone oculare, rincorre B. e gli chiede conto di quello che è appena accaduto. “Ma cosa hai fatto? Come ti permetti di toccare una ragazzina?”, rincara la signora mentre cerca di tranquillizzare la vittima. Arrivano gli agenti del commissariato Garibaldi-Venezia, guidati dal dirigente Angelo De Simone, che impiegano poco a ricostruire la dinamica: sono in tanti ad aver visto e a puntare il dito contro il trentasettenne (“È lui, è lui” ripetono), che dal canto suo si giustifica a distanza con la frase “Io non volevo farti del male”.
I precedenti
A valle degli accertamenti investigativi e d’intesa con il pm di turno Adriana Blasco, i poliziotti di via Schiaparelli arrestano B. per violenza sessuale e lo portano a San Vittore, in attesa dell’udienza di convalida: a giustificare le manette c’è pure la “disinvolta spregiudicatezza” con cui avrebbe agito il burkinabè, vicino a una fermata dei mezzi pubblici “molto frequentata” e “incurante delle responsabilità derivate dagli atti sessualmente espliciti perpetrati limitando l’autodeterminazione della minore, ricorrendo all’uso della forza nonché approfittando dell’inferiorità fisica della stessa”. Dai controlli in banca dati sono emersi un precedente del 22 giugno 2023 per danneggiamento e tentato furto aggravato a Piacenza e una segnalazione della Polfer dello scorso 17 maggio per ubriachezza molesta.
© Riproduzione riservata