«Ho anche io diritto di dare la mia versione. Quindi, domenica alle 12 sto pensando di fare una live social per dare la mia versione e poter soddisfare ogni vostra domanda. Per chi vuole ci metto di nuovo la faccia. Monica Grande»: lo aveva scritto il giorno di ferragosto sui social, la titolare della presunta agenzia di viaggi “Viaggiare con Averno”, con sede ad Arco Felice - Pozzuoli, al centro di una presunta mega truffa (sarà la magistratura a dover accertare le responsabilità) ai danni di oltre cento persone - numero però ancora in crescita - per un valore ad oggi incalcolabile. E invece, ieri alle 12 sul suo canale social è partita una breve diretta dello schermo di un pc con una scritta che recitava: «Sono mortificata, avevo promesso una Live ma (…) abbiamo deciso che in questo momento mi sento solo di rassicurarvi che io non sono sparita ma che giorno dopo giorno sto trovando una soluzione per tutelare tutti. Nei prossimi giorni avrete novità». In pochi minuti i truffati, che avevano creduto nella promessa della Grande e in quella diretta social, si sono lasciati andare a insoluti e minacce. Una vicenda, che seppur non sia la prima e non sarà l’ultima, ha dell’incredibile: prenotazioni effettuate e poi cancellate, voli di ritorno mai prenotati con viaggiatori bloccati all’estero e un telefono, quello di Monica Grande che pare continui a squillare a vuoto.
Le vittime
È una trama fittissima quella in cui sono caduti i poveri clienti , in un territorio, come quello di Pozzuoli, drammaticamente già martoriato dalla forte scossa di terremoto dello scorso 31 luglio, che rende la vicenda ancora più surreale ed esasperante, come raccontano le tantissime storie delle vittime: tra loro un ragazzo che aveva vinto una borsa di studio per inseguire il suo sogno di ballerino in America e che pare, grazie alla solidarietà, riuscirà comunque a partire. Ma è l’unico caso: purtroppo non andrà così bene a Marina, incinta e in procinto di una partenza che non ci sarà; o Giorgio, che con alcuni familiari ci ha rimesso 14mila euro: sarebbe dovuto partire alla vigilia di ferragosto. E ancora, Salvatore: il suo viaggio saltato era per festeggiare le nozze d’argento. Eppure, erano quasi tutti clienti fidelizzati della stessa agenzia. Oggi in tanti chiedono vendetta. Ci sono bambini a cui era stata promessa una vacanza: molte famiglie sono anche alle prese con le conseguenze del terremoto e difficilmente riusciranno a racimolare i soldi per una nuova prenotazione.
I colleghi
Dura la reazione di Cesare Foà, Presidente dell’Associazione Agenzie di Viaggio: «Casi del genere mettono a rischio, purtroppo, la credibilità di tutta la categoria che rispetta i tre requisiti per mantenere una licenza: la polizza contro l’insolvenza, la polizza di responsabilità civile e la presenza di un direttore tecnico regolarmente assunto. Da quanto emerso, pare che la titolare fosse priva della copertura per l’insolvenza già da diversi mesi e per questo, probabilmente, operava solo con determinati tour operator secondari, proponendo spesso prezzi troppo bassi, che dovrebbero portare il consumatore a insospettirsi». «Un altro problema - puntualizza Foà - sono i controlli sul territorio, che spetterebbero alla Polizia Municipale ma che non sempre avvengono, soprattutto in questo periodo. Il dramma è che, non essendo l’agenzia in regola con la polizza insolvenze, lo Stato non potrà risarcire le vittime. Nemmeno la presenza di eventuali proprietà immobiliari garantisce tutele». Insomma, le speranze di recuperare quanto elargito sono pochissime. Ma i truffati non si arrendono e uniti nella sventura promettono battaglia in ogni sede per avere almeno giustizia e soprattutto evitare che la titolare possa perpetrare in futuro altre truffe ad ignari malcapitati.