UDINE. Si aggrava la carenza di disponibilità d'acqua in Friuli Venezia Giulia, nell'ambito di quella che gli organi istituzionali hanno definito come una risorsa ormai “limitata”.
Le elevate temperature e l'assenza di precipitazioni stanno mettendo sotto pressione soprattutto il comparto agricolo del territorio udinese, mentre regione e consorzi sono all'opera per cercare di preservare le riserve disponibili.
Per fronteggiare tale emergenza, il presidente Massimiliano Fedriga, assieme all'assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha rimarcato l'impegno della regione nel monitorare attivamente l'andamento dei flussi idrici e perseguire la strategia indicata dall'assessore come una linea di “gestione prudenziale” dell'acqua.
Un criterio che, pur invitando la popolazione ad una parsimonia nel consumo di acqua al quale si aggiunge una gestione oculata delle derivazioni irrigue che riforniscono le coltivazioni attuata su indicazione dell'Autorità di bacino, sino a qui non si sta rivelando sufficiente nel contrastare una crisi con poche eguali nel recente passato, come evidenziato da Fedriga e Zannier in una nota congiunta diffusa attraverso gli organi ufficiali della regione.
“In questa fase di criticità la Regione sta mettendo in campo – ha dichiarato Fedriga -, per quanto di propria competenza, ogni azione possibile per governare la situazione e sostenere i territori e le realtà che stanno affrontando le maggiori difficoltà. Siamo al fianco, in particolare, del comparto agricolo, che più di altri sta subendo gli effetti della riduzione della disponibilità di acqua”.
“Nonostante questa gestione prudenziale - ha sottolineato l'assessore -, le scorte si sono progressivamente esaurite, a fronte di una condizione climatica che si sta rivelando ancora più critica di quella registrata nel 2003. Le riduzioni e le sospensioni della fornitura adottate in questi giorni - ha aggiunto Zannier - sono la diretta conseguenza di questa situazione. Le misure adottate sono finalizzate a contenere il più possibile i danni alle produzioni agricole derivanti dalla mancanza di irrigazione, nella consapevolezza che le elevate temperature registrate nelle ultime settimane stanno incidendo negativamente sulle colture anche nelle aree regolarmente servite dai sistemi irrigui”.
Gli esponenti della giunta regionale hanno anche ribadito l'impegno profuso dall'amministrazione grazie all'attivazione, negli ultimi anni, di investimenti di oltre 110,3 milioni di euro per potenziare il servizio e la disponibilità idrica, che si aggiungono ai 21,1 milioni di fondi Pnrr già stanziati in virtù della legge 178/2020. Anche alcuni comuni in pianura, tanto in provincia di Udine, quanto in provincia di Gorizia, da settimane alle prese con la siccità e la scarsità d'acqua soprattutto per le coltivazioni, si sono allineati con la linea della regione e hanno adottato delle politiche votate al risparmio e alla responsabilità di gestione delle risorse idriche. Un esempio emblematico in tal senso è il comune di Villesse, in provincia di Gorizia, dove lo scorso 4 agosto la sindaca Flavia Viola ha firmato un'ordinanza su indicazione dell'azienda incaricata per la fornitura, che invita la cittadinanza ad un utilizzo limitato di acqua, anche nel proprio contesto quotidiano.
“Al fine di preservare la risorsa e garantire la continuità del servizio idrico alle utenze per l'utilizzo ai fini strettamente idropotabili – riporta l'ordinanza emessa dalla prima cittadina -, si invita la cittadinanza ad un uso oculato e consapevole della risorsa idrica”. Nello specifico la richiesta del comune di Villesse è infatti quella di contingentare l'impiego di acqua a tutte le pratiche considerate “non essenziali”, come irrigazione di aree verdi e orti, lavaggio piazzali o veicoli, riempimento di piscine private e fontane ornamentali.