Il caso.
19 luglio 2026 alle 00:33
Coppia di ipovedenti da anni aspetta un impiego: impossibile andare avantiDa cinque anni aspettano un lavoro. Ma la promessa di un’occupazione è rimasta tale con tutte le conseguenze in una vita già complicata. Michele Nonnis e Sara Firinu non sono solo due delle migliaia di disoccupati sardi. Sono entrambi ipovedenti e la vita, per loro, è tutta in salita. «Senza un impiego stabile abbiamo sempre le porte chiuse: niente finanziamenti né case in affitto. Andare avanti è sempre più difficile». Una storia comune anche a tanti altri ragazzi con disabilità come ricordano dall’associazione Anpvi che lancia un appello alle Istituzioni.
La storia
Michele, 41 anni originario di Solarussa e da tempo residente a Oristano, da quando è nato convive con un importante deficit visivo. «A otto anni un intervento è andato male e da allora ho perso la vista all’occhio sinistro, mentre a destra vedo pochissimo» racconta. Convive con questo problema, riesce a muoversi in città così come la compagna Sara, originaria di Narbolia, e ipovedente dalla nascita. I due si sono conosciuti anni fa, poi l’amore e nel 2021 la nascita di un figlio. «Noi vorremmo una vita il più possibile normale, vorremmo la nostra autonomia ma è indispensabile trovare un lavoro» ripete Michele. I due, motivati e determinati a conquistare la totale indipendenza cinque anni fa, insieme ad altri otto giovani, hanno frequentato un corso per centralinista, organizzato dallo Ierfop. «Ci era stato garantito che, una volta conseguito il diploma, avremmo trovato lavoro in qualche ente pubblico – spiega – ma ormai sono passati cinque anni e finora è stata fatta soltanto una selezione. Noi non siamo mai stati chiamati». Hanno provato a bussare a diverse porte «ma mi hanno offerto lavori che io, vista la mia condizione di disabilità, non posso svolgere» aggiunge. E quindi si va avanti l’uno con una pensione di invalidità (circa 300 euro), l’altra con quella per i ciechi parziali (poco meno di 600 euro). «Se non ci fossero le nostre famiglie che ci sostengono in tutto, non so come potremmo andare avanti tanto più adesso che c’è anche il bambino».
Le criticità
«Senza un’occupazione stabile – ammette Michele – non abbiamo garanzie per accedere a finanziamenti, persino acquistare una stufa a rate è stato un problema». Impossibile quindi anche solo pensare di acquistare una casa. «Abbiamo scelto di vivere a Oristano per essere più agevolati: qui ci sono uffici, negozi, scuole, ambulatori e possiamo spostarci a piedi – spiega – ma trovare un appartamento in affitto è stata un’impresa, anche perché spesso non le abitazioni non vengono date in locazione a famiglie con bambini». Adesso la coppia vive in centro ma il contratto scade a ottobre e «non ce lo rinnoveranno. Ci ritroveremo al punto di partenza, senza lavoro né casa» ripetono con preoccupazione. «Noi ce la mettiamo tutta ma da soli è sempre più difficile». Il presidente dell’Anpvi Antonio Flori sostiene che il problema è comune anche ad altri ragazzi da qui l’appello «agli enti pubblici ma anche ai privati per una maggiore disponibilità e attenzione verso queste persone».
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