Oristano.
19 luglio 2026 alle 00:33
La battaglia di Francesca Urru, maestra di ballo,contro gli insulti socialIl commento più gentile (forse) è stato «sei una chiattona». Tra gli altri compaiono: «copriti», «vai a zappare», «fai una dieta», «sei grassa», «ma come ti vesti?», «ecco le scuola delle obese», «purtroppo i manicomi sono chiusi» e tanto altro. Offese, in alcuni casi molto pesanti, da uomini, ma anche donne.
Il caso
Sotto attacco da tempo c’è Francesca Urru, titolare della scuola di ballo Bailemos, ad Oristano. Le offese vengono pubblicate sulla pagina Facebook della scuola. Prima l’insegnante leggeva e lasciava perdere, ora invece non solo risponde, sempre in maniera gentile e garbata, ma pubblica le offese sul suo profilo personale. «Il motivo? Per far vedere a tutti chi sono queste persone che si divertono a offendere me e le mie allieve - racconta - Ma anche perché bisogna difendersi. Se tutte stiamo buone e zitte, alla fine sarà sempre peggio. Vuol dire che accettiamo questo modo di fare che invece va fermato. Io ci provo così, smascherando queste persone con evidenti problemi».
La storia
Francesca Urru, 42 anni, residente a Oristano, è una maestra di ballo da tempo. Per raccontare la sua attività, ogni giorno sui social posta le lezioni con le sue allieve, sia le bambine che le signore di una certa età. Balli di ogni genere, coreografie, ma anche gag simpatiche. Puntualmente arrivano però anche tanti insulti, sia nella pagina Facebook della scuola che privatamente. «Principalmente criticano il mio aspetto fisico, perché non sono magra, ma anche gli abiti che indosso, senza capire forse che si tratta di una scuola di ballo - prosegue - Durante gli allenamenti non mi posso di certo mettere il maglione. Per molti il mio abbigliamento sarebbe inadeguato. Io amo il mio lavoro e cerco di raccontarlo nel migliore dei modi, ma ciò che ogni volta succede è assurdo. Non possiamo non essere libere di pubblicare delle foto perché siamo circondate da persone che offendono senza motivo».
I commenti
Le offese sono rivolte spesso anche alle allieve, quelle più grandi: «Tante sono terrorizzate - racconta ancora Urru - non vogliono essere più fotografate perché hanno paura dei commenti offensivi. Non possiamo vivere avendo paura di questa gente senza cervello che crea dei danni. Io mi sono stancata, ecco perché da alcuni mesi pubblico sulla mia pagina Facebook tutte le offese che ricevo, con anche il nome di chi le scrive. Poi blocco queste persone. Spero che prima o poi tutto questo finisca. Ci sono donne più deboli di me che non riescono a sopportare certe offese. E anche io in alcuni casi, ho dovuto farmi aiutare».
Spesso ha pensato di querelare: «Ma poi il legale al quale mi sono rivolta mi ha scoraggiato e alla fine ho deciso di provare a difendermi da sola. Basta con questi giudizi sulle donne e sul loro corpo. I commenti che mi fanno più male? Sono quelli delle donne».
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