Alberghi di costiere e isole, brillano in Guida Michelin: «Eccellenze dell’ospitalità»

La Campania fiore all'occhiello dell'ospitalità alberghiera italiana. Lo certifica la Guida Michelin che ha appena assegnato le «Chiavi» agli hotel di tutto il mondo. Come avviene con le «Stelle» attribuite ai ristoranti, le «Chiavi» attestano la cura dei servizi offerti alla clientela delle oltre 9mila strutture ricettive recensite. E quest'anno, in occasione della seconda edizione del programma avviato nel 2025, il Belpaese conquista la leadership a livello europeo per numero di riconoscimenti ed è seconda a livello globale solo agli Stati Uniti.

«Un traguardo - spiegano dalla “Rossa” - che conferma la straordinaria qualità e varietà dell’offerta italiana: un patrimonio unico di paesaggi, arte e cultura che trova espressione tanto nelle grandi firme dell’hôtellerie quanto nelle piccole realtà indipendenti, capaci di trasformare l’identità dei luoghi in esperienze di ospitalità memorabili». Delle 224 «Chiavi» nazionali, 44 sono novità o promozioni rispetto all’anno precedente. Le Tre Chiavi sono 17 (con quattro novità/promozioni), le Due Chiavi sono 49 (con sei novità) e gli hotel con Una Chiave sono 158, tra cui figurano 34 novità. Le nuove Tre Chiavi, in particolare, mostrano come i grandi investimenti dell’hôtellerie internazionale possano diventare anche straordinarie operazioni di recupero e valorizzazione della storia e dell’arte locale.

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Le strutture 

Non si tratta semplicemente di restaurare edifici importanti, ma di riportarne alla luce l’identità, facendo del genius loci parte integrante dell’esperienza alberghiera. Accanto al riconoscimento più prestigioso, c’è anche un altro dato che racconta l’evoluzione della selezione alberghiera targata Michelin: degli 830 hotel italiani presenti nella Guida, ben 180 sono nuovi ingressi del 2026. Un panorama in costante evoluzione, insomma. Per quanto riguarda la Campania troviamo la totalità degli hotel premiati nelle località turistiche più rinomate del territorio regionale: costiera amalfitana, penisola sorrentina, isole di Capri e di Ischia. Nella categoria più prestigiosa figurano tre esercizi: il JK Place di Capri, il San Pietro di Positano e la new entry Borgo Santandrea di Conca dei Marini. A proposito di quest’ultima struttura, la Guida Michelin evidenzia come «le Tre Chiavi dimostrano che non servono necessariamente un grande gruppo internazionale o una storia plurisecolare per creare un luogo dalla fortissima identità. Borgo Santandrea nasce dalla visione di due famiglie italiane con una lunga esperienza nell’ospitalità, che hanno restituito nuova vita a un albergo degli anni Sessanta sospeso sul mare di Conca dei Marini».

La posizione è parte integrante del suo fascino, la struttura scende verso il Mediterraneo per quasi 100 metri attraverso terrazze e giardini, fino a raggiungere la sua spiaggia privata, una rarità in costiera amalfitana. «Il progetto reinterpreta l’eleganza delle dimore mediterranee attraverso il grande design italiano, i colori e le suggestioni del paesaggio ed il sapere degli artigiani locali - chiariscono dalla Guida Michelin -. Un legame con la Campania che prosegue a tavola, dove la ricchezza dei prodotti e dei sapori regionali viene riletta con sensibilità contemporanea».

Tornando a scorrere la classifica troviamo cinque alberghi campani che portano a casa le Due Chiavi: Santa Caterina di Amalfi, Capri Palace Jumeirah dell’isola azzurra, il Bellevue Syrene e La Minervetta, entrambi di Sorrento, e la novità Villa Treville di Positano. A questi si aggiungono ben 20 esercizi ricettivi che possono fregiarsi accanto alla propria insegna di Una Chiave Michelin: Hotel Miramalfi di Amalfi, Tiberio Palace e La Palma an Oetker Collection Hotel, entrambi di Capri, Monastero Santa Rosa di Conca dei Marini, Mezzatorre Hotel & Thermal spa e Botania Relais & spa, di Forio d’Ischia, Villa Fiorella Art Hotel e Relais Blu di Massa Lubrense, Le Sirenuse di Positano, Casa Angelina di Praiano, Caruso A Belmond Hotel Amalfi Coast e Palazzo Avino a Ravello, Mediterraneo a Sant’Agnello, Palazzo Pascal a Scala, Grand Hotel Excelsior Vittoria a Sorrento e per finire Hotel Capo La Gala di Vico Equense. A questi si aggiungo i nuovi ingressi Caesar Augustus di Anacapri, La Minerva e Punta Tragara, di Capri e Grand Hotel Parker’s, l’unico albergo di Napoli che figura tra quelli premiati dalla «Rossa» con le «Chiavi» 2026.

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«L’importante numero di riconoscimenti assegnati dalla Guida Michelin alle strutture del territorio conferma l’eccellenza dell’ospitalità alberghiera nella nostra Regione - sottolinea il presidente di Federalberghi Campania, Costanzo Iaccarino -. Elevati standard di qualità che assicurano la soddisfazione di una clientela proveniente da ogni angolo del mondo sempre più attenta ai servizi e alla competenza dei nostri collaboratori».