Alcuni dicono che la nicotina sia un ottimo integratore da palestra

L'associazione tra nicotina e gente ossessionata dal fisico non è certo intuitiva, eppure ora c'è. Dopo caffeina, creatina e bevande energetiche, nelle palestre americane sta circolando un nuovo integratore pre-workout. Peccato che sia anche una delle sostanze più capaci di creare dipendenza: la nicotina.

Secondo Outside, lifter e fitness influencer stanno utilizzando sempre più spesso le nicotine pouches, piccole bustine da sistemare tra gengiva e labbro. Non contengono tabacco e non producono fumo, caratteristiche che hanno contribuito a ripulire l’immagine della nicotina trasformandola, almeno nell’immaginario, da vizio a biohack.

Perché la nicotina sembra migliorare l’allenamento

La nicotina stimola il rilascio di dopamina e adrenalina, aumentando temporaneamente attenzione, frequenza cardiaca e pressione sanguigna. Chi la assume può quindi sentirsi più concentrato, energico e meno affaticato: sensazioni facili da scambiare per un miglioramento della prestazione.

yoga mat and dumbbells on floor with shadow sunlight. fitness, wellness and home work out concept. high angle view with copy spacepinterest

Alexandr Kolesnikov//Getty Images

Le ricerche disponibili sono però molto meno entusiasmanti. Una revisione degli studi sugli effetti sportivi della nicotina ha trovato qualche risultato positivo isolato, ma nessun vantaggio consistente sulla forza o sulla resistenza. In alcuni esperimenti la prestazione anaerobica è persino peggiorata.

La nicotina in palestra crea dipendenza

Il problema è che la nicotina può mascherare la stanchezza proprio mentre aumenta il carico sul sistema cardiovascolare. E, soprattutto, crea rapidamente assuefazione e dipendenza: con l’uso abituale, parte della concentrazione apparentemente ritrovata dopo una bustina potrebbe essere soltanto il sollievo dai primi sintomi dell’astinenza.

Il fenomeno non nasce completamente dal nulla. Uno studio commissionato dall’associazione dei calciatori inglesi aveva rilevato che un professionista su cinque utilizzava bustine di nicotina o prodotti simili, mentre due su cinque le avevano provate almeno una volta. Adesso quella pratica si sta trasferendo nello spogliatoio della palestra, accompagnata dal consueto lessico dell’ottimizzazione personale.