Alex Marangon, curandero indagato e svanito nel nulla: processo e indagini ferme, il rito sciamanico e la caduta nel Piave

L'impossibilità di rintracciare uno dei cinque indagati nel procedimento penale per la morte di Alex Marangon, il venticinquenne di Marcon (Venezia) trovato privo di vita nelle acque del Piave il 2 luglio 2024, sta bloccando la chiusura delle indagini della Procura della Repubblica di Treviso. A paralizzare l'iter giudiziario è la posizione di Jhonny Benavides, cittadino colombiano e uno dei due curanderos che avevano animato il raduno sciamanico a Vidor. Oltre a Benavides, risultano indagati per cessione di sostanze stupefacenti anche il connazionale e collega Sebastian Castillo, gli organizzatori dell'evento Andrea Zuin e Tatiana Marchetto, e Alexandra Da Sacco, moglie del proprietario della struttura che ha ospitato l'incontro.

Il rito all'Abbazia

La drammatica vicenda affonda le sue radici nel fine settimana tra il 29 e il 30 giugno di due anni fa, quando Alex si era recato presso la suggestiva Abbazia di Santa Bona a Vidor per partecipare a un ritiro spirituale. Durante la serata, a cui prendevano parte circa venti persone, agli ospiti era stata somministrata l'Ayahuasca, un potente infuso allucinogeno a base di piante amazzoniche noto per i suoi forti effetti psicotropi.

La fuga nel buio e la tragica caduta

Nel corso della notte, in preda a un forte stato di alterazione psicofisica provocato dalla sostanza, il giovane veneziano si era improvvisamente allontanato dal gruppo in preda al panico.

I due sciamani colombiani lo avevano seguito all'esterno nel tentativo di calmarlo e ricondurlo alla ragione, ma Alex era riuscito a far perdere le proprie tracce nel buio della tenuta. Pochi istanti dopo si consumava la tragedia: nel tentativo di allontanarsi o disorientato dall'oscurità e dagli allucinogeni, il venticinquenne era precipitato da un terrapieno sul greto del fiume Piave, compiendo un tragico volo di oltre dieci metri.

Il ritrovamento del corpo

Dopo due giorni di angosciose ricerche lungo il corso d'acqua, il corpo ormai privo di vita di Alex venne individuato il 2 luglio su un isolotto del fiume a Casonetto di Sernaglia della Battaglia, a pochi chilometri di distanza dal luogo della scomparsa. I successivi accertamenti medico-legali e gli esami tossicologici confermarono la presenza nel sangue di sostanze allucinogene e traumi multipli compatibili con una violenta caduta dall'alto, chiarendo la dinamica dell'incidente e portando gli inquirenti a concentrare l'attenzione sulle responsabilità legate all'organizzazione dell'evento e alla somministrazione della sostanza.


Ultimo aggiornamento: venerdì 11 settembre 2026, 18:00

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