Una decisione maturata dopo anni di tensioni e una frattura familiare che, almeno per il momento, sembra impossibile da ricomporre. Corinne Clery ha raccontato in tv di aver nominato un tutore legale per tutelare il proprio futuro e, soprattutto, per evitare che sia il figlio Alexandre a prendere eventuali decisioni al suo posto qualora lei non fosse più in grado di farlo. Ospite di Caterina Balivo a La Volta Buona, l’attrice 76enne è tornata sul difficile rapporto con il figlio, avuto nel 1969 dal conduttore radiofonico Hubert Wayaffe. I due, ha spiegato, non hanno rapporti da nove anni e la loro battaglia legale non si è ancora conclusa.
«Ho pensato di dovermi tutelare»
«Dopo tanti anni di sofferenza e di grande incapacità di comunicazione, ho pensato di dovermi tutelare per difendermi da mio figlio», ha raccontato Clery. Alla base della decisione ci sarebbe soprattutto la preoccupazione per ciò che potrebbe accadere in futuro. «Temo qualsiasi cosa. Potrei avere una malattia e l’unica persona che può decidere per me è mio figlio», ha spiegato. Da qui la scelta di affidarsi a un professionista: «Ho preso un avvocato che ho nominato dal notaio mio tutore legale». Secondo quanto raccontato dall'attrice, la decisione è operativa dallo scorso marzo: «Quindi è lui ora che prende le decisioni per me, prenderà lui le decisioni sulla mia vita».
La questione si intreccia anche con il matrimonio di cui Corinne Clery aveva parlato nei mesi scorsi. Ad aprile l’attrice aveva infatti annunciato sulle pagine di Gente l'intenzione di sposare Claudio Gentili, imprenditore e maestro di fitness dichiaratamente omosessuale, al quale è profondamente legata da quattro anni. Dietro quelle nozze, oltre all'affetto, c'era anche il desiderio di garantirsi una persona di fiducia accanto in caso di necessità. «Se invece mi sposo, sarà prima mio marito a decidere.
Infatti è in sospeso il mio matrimonio», ha spiegato. Clery aveva quindi pensato di sposare il suo amico anche per questo motivo: «Pensavo: “Sposo questo mio amico così mi può tutelare”». Alla fine, però, ha scelto una strada differente, affidando questo compito al legale. Una soluzione che, secondo l'attrice, permetterebbe anche di non caricare Gentili di una responsabilità così delicata: «Per sollevare il mio caro amico Claudio di questa patata bollente che gli avrei dato».Sul possibile riavvicinamento con Alexandre, le parole dell'attrice non lasciano intravedere, almeno oggi, una riconciliazione. «Sono ormai troppi anni di soprusi psicologici, le ho provate tutte senza ottenere nulla», ha detto. La scelta di nominare un tutore diventa così, nel racconto di Corinne Clery, il punto di arrivo di una vicenda familiare dolorosa che dura da anni. «Ho deciso di pensare al mio futuro», ha spiegato. E ora la priorità, conclude, è un'altra: «Adesso penso un pochino a me».
Ultimo aggiornamento: venerdì 11 settembre 2026, 17:09
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