Alex Marangon, processo in stallo: svanito nel nulla uno dei curanderos indagati

VIDOR (TREVISO) - Jhonni Benavides, uno dei due curanderos colombiani (l'altro è Sebastian Castillo) indagati nel procedimento penale per la morte di Alex Marangon, risulta ancora irreperibile.

E questo, per via del mancato riscontro della consegna dell'avviso di chiusura delle indagini preliminari, sta tenendo in stallo l'intero procedimento.

Risulta infatti impossibile, in queste condizioni, fissare la data dell'udienza di opposizione all'archiviazione. Per i cinque indagati, infatti, il pubblico ministero Giovanni Valmassoi ha chiesto l'archiviazione delle ipotesi d'accusa di omicidio e di morte in conseguenza di altro reato ma la famiglia del 25enne barista di Marcon trovato privo di vita nelle acque del Piave il 2 luglio 2024 si è opposta, assistita dall'avvocato Stefano Tigani. 

Alex Marangon, morto dopo il rito sciamanico, la famiglia si oppone alle richieste di archiviazione: «Affrettate e infondate»

La morte di Marangon

La notte tra il 29 e il 30 giugno di due anni fa, a Vidor (Treviso), Marangon, dopo aver assunto sostanze allucinogene, sarebbe sparito alla vista dei presenti per precipitare da un terrapieno sul greto del fiume, una decina di metri più in basso, perdendo la vita.

Oltre a Benavides sono indagati per cessione di sostanze stupefacenti (l'unica accusa che la Procura di Treviso ha intenzione di contestare ai cinque) anche Sebastian Castillo, connazionale «collega» di Benavides, Andrea Zuin e Tatiana Marchetto, organizzatori dell'evento, e Alexandra Da Sacco, moglie del proprietario del luogo in cui si è svolto il rito.

Cos'è l'ayahuasca

L’ayahuasca è un decotto psichedelico della tradizione sciamanica amazzonica, diffuso soprattutto in Perù, Colombia, Ecuador, Brasile, Bolivia e Venezuela. Viene preparato facendo bollire diverse piante, tra cui la liana Banisteriopsis caapi e le foglie di Psychotria viridis, o chacruna.

Effetti e possibili rischi

L’ayahuasca può provocare allucinazioni e ha un effetto purgante. Alcuni studi ne hanno analizzato le possibili applicazioni nel trattamento delle dipendenze e di alcuni disturbi psichiatrici, ma le ricerche sono ancora limitate e non permettono di stabilirne con certezza benefici e possibili rischi.