Una nuova frana individuata a valle della diga naturale formatasi dopo la devastante alluvione al confine tra Nepal e Cina sta provocando un ulteriore accumulo di acqua. Le autorità hanno ordinato il trasferimento in una zona sicura delle squadre di soccorso impegnate nei pressi del valico di Gyirong. Il Nepal potrebbe aver bisogno di 4-5 miliardi di dollari per la ricostruzione dopo le devastanti alluvioni di questa settimana. La stima provvisoria è del ministero delle Finanze, secondo quanto riportano i media nepalesi. Si aggrava il bilancio della tragedia: almeno 750 vittime e oltre 3mila dispersi. Sono atterrati intanto all'aeroporto di Orio al Serio Massimo Lombardi e Giovanni Fassini, i due escursionisti bresciani rimasti bloccati in Nepal a causa delle frane. Nell'ultimo elenco dei dispersi diffuso dalla polizia nepalese, ci sono Luca Barachini e Patrizia Marziale, la coppia residente a Lugano. Nell'ultimo post su Fb il racconto on the road di Patrizia: 'La felicità è fatta di piccoli istanti'.
Per approfondire:
- Alluvione in Nepal, che cos’è il "Glacial Lake Outburst Flood"
- Alluvione in Nepal, italiano a Sky TG24: "Bloccati per circa 10 ore"
- Frana Tibet e Nepal, Da Polenza: "Pendii fragili e geologia giovane"
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3 minuti fa
Nepal: Cina rivela nazionalità 261 stranieri dispersi in Tibet dopo frana
Le autorità cinesi hanno rivelato, per la prima volta dalla frana di mercoledì al confine tra Nepal e Tibet, le 23 nazionalità dei 261 stranieri che risultano ancora dispersi su un totale di 546 persone. Si tratta di 104 cittadini dal Nepal, 49 dall'India, 33 dalla Lettonia, 18 dagli Stati Uniti, 15 dal Regno Unito, 6 dal Canada e 6 dall'Australia, 4 dal Sudafrica, 3 dalla Russia, 3 dalla Malaysia e 3 dalla Germania. Nell'elenco figurano anche 2 cittadini dai Paesi Bassi, 2 dalla Nuova Zelanda, 2 dall'Estonia, 2 dalla Francia e 2 dall'Irlanda. Infine risulta un disperso dalla Finlandia, uno dalla Lituania, uno dal Portogallo, uno dall'Ucraina, uno dalla Spagna, uno dall'Ungheria e uno dal Kazakistan. Le relative ambasciate sono state informate, ha detto un funzionario cinese nel corso di una conferenza stampa.
4 minuti fa
Esperti cinesi, frana Gyirong legata a instabilità ghiacciai per cambiamento climatico
Un ricercatore dell'Istituto di ricerca sulle montagne di Chengdu dell'Accademia cinese delle scienze, Su Pengcheng, ha attribuito la frana che ha colpito il valico di Gyirong, al confine tra Tibet e Nepal, agli effetti di lungo periodo del riscaldamento climatico sull'instabilità dei ghiacciai. Lo riferisce Xinhua. Secondo quanto riferito da Su in una conferenza stampa del governo della regione autonoma del Tibet, il disastro è stato caratterizzato da un'insorgenza improvvisa, una grande portata della piena, un'elevata velocità di propagazione, forte capacità distruttiva e un'ampia area interessata. Queste caratteristiche, ha aggiunto, rappresentano un nuovo e significativo tratto dei disastri legati alla criosfera nell'altopiano del Qinghai-Tibet e nelle aree circostanti. L'analisi dell'origine del fenomeno, ha spiegato il ricercatore, indica che il distacco di ghiaccio e roccia è avvenuto in un canale stretto caratterizzato da un forte dislivello. L'elevata energia potenziale avrebbe prodotto, durante la rapida discesa, calore per attrito e collisione, generando una grande quantità di acqua di fusione. Il materiale si sarebbe quindi mescolato ai detriti morenici e ad altri materiali sciolti, avanzando rapidamente lungo il canale fino a raggiungere il valico di Gyirong, dove si sarebbe formato un accumulo con conseguente riflusso dell'acqua, prima di proseguire verso le aree a valle in Nepal. Il monitoraggio ha inoltre rilevato che sono trascorsi appena 6-7 minuti dal momento in cui si è verificato il distacco di ghiaccio e roccia a quello dell'impatto sul valico di Gyirong. Su ha sottolineato che l'area, caratterizzata da alta quota, gole ripide e condizioni meteorologiche variabili, presenta ancora numerosi ghiacciai, laghi glaciali e altre potenziali fonti di rischio geologico, rendendo particolarmente difficili le operazioni di soccorso.
07:13
Nepal: nuova frana crea una diga naturale, evacuati soccorritori
Una nuova frana individuata a valle della diga naturale formatasi dopo la devastante alluvione al confine tra Nepal e Cina sta provocando un ulteriore accumulo di acqua. Le autorità hanno ordinato il trasferimento in una zona sicura delle squadre di soccorso impegnate nei pressi del valico di Gyirong. Il ministero cinese per la Gestione delle emergenze ha riferito che i droni di sorveglianza hanno individuato nella notte una frana su un pendio situato circa 2,8 chilometri a valle della precedente diga naturale. Secondo la televisione statale Cctv, i detriti hanno parzialmente bloccato il corso del fiume, formando una nuova barriera dietro la quale l'acqua ha cominciato ad accumularsi. Il ministero ha convocato un gruppo di esperti per valutare l'evoluzione della nuova diga e ha disposto l'allontanamento del personale impegnato nelle operazioni di soccorso vicino al valico di Gyirong, tra il Nepal e la regione cinese del Tibet, completamente devastato dall'alluvione. Le autorità mantengono in volo i droni per controllare sia il nuovo accumulo sia la diga naturale formatasi precedentemente piu' a monte. Quest'ultima aveva costretto venerdi' a sospendere temporaneamente parte delle ricerche per il timore di un cedimento improvviso. Ieri il ministero cinese delle Risorse idriche aveva comunicato che la prima diga si era "praticamente svuotata" e che il fiume aveva recuperato un flusso naturale "normale".
07:01
Nepal: maltempo su soccorsi, operai forse intrappolati in tunnel
Le operazioni di soccorso in Nepal per raggiungere i lavoratori dispersi nelle centrali idroelettriche colpite dalle devastanti alluvioni sono rallentate dal maltempo e dall'innalzamento dei fiumi. Le autorità ritengono che oltre 100 operai possano essere ancora vivi all'interno di tunnel sommersi da acqua, fango e detriti. Le ricerche si concentrano sui progetti Trishuli 3A e 3B. A Trishuli 3A i soccorritori erano riusciti ad aprire un varco e a immettere aria nel tunnel, ma nuove piogge hanno nuovamente allagato l'area. Secondo le autorità, risultano dispersi 933 lavoratori del settore idroelettrico. Alle operazioni partecipano squadre nepalesi, indiane e cinesi specializzate nei soccorsi in galleria. Secondo lo U.S. Geological Survey, il disastro sarebbe stato provocato dal collasso di un ghiacciaio che ha generato una gigantesca colata di acqua e detriti.Le inondazioni hanno colpito anche il sistema energetico nazionale: 11 impianti idroelettrici e una centrale solare hanno interrotto l'attività, con una perdita di oltre 431 megawatt, circa il 10% della capacità installata del Paese.
06:46
Nepal, alluvioni: bilancio a 750 morti e oltre 3.000 dispersi
Sale a 750 morti il bilancio delle devastanti alluvioni che hanno colpito mercoledi' il Nepal e le aree di confine con la Cina. Secondo le autorità nepalesi, le vittime sono 734 e i dispersi 2.498. Sul versante cinese, i media statali riferiscono di 16 morti e 546 dispersi. Il bilancio complessivo del disastro è quindi di 750 vittime e 3.044 persone ancora disperse.
06:38
Usa stanziano 3,6 milioni di dollari in aiuti per il Nepal
Il dipartimento di Stato americano ha annunciato lo stanziamento di 3,6 milioni di dollari per aiutare il Nepal devastato dalle alluvioni. "Non esiste per noi priorità più alta della sicurezza dei cittadini americani. Le nostre ambasciate in Nepal e in Cina stanno collaborando strettamente per assistere gli americani e sostenere gli sforzi di soccorso", si legge sull'account X del dipartimento. "Gli Stati Uniti sono al fianco della popolazione del Nepal, fornendo aiuti umanitari salvavita per un valore di oltre 3,6 milioni di dollari, tra cui assistenza alimentare d'emergenza per un periodo fino a tre mesi destinata a un massimo di 10.000 famiglie colpite dalle inondazioni", si sottolinea. Secondo la Cnn ci sarebbero fino a 90 americani dispersi nel Paese.
06:37
Nepal, il bilancio sale a 734 morti e 2.498 dispersi
Il bilancio provvisorio delle inondazioni in Nepal, al confine con la Cina, è salito a 734 morti e 2.498 dispersi. Lo ha annunciato oggi l'autorità nepalese incaricata della gestione delle emergenze. I media statali cinesi hanno a loro volta riportato un bilancio di 16 morti e 546 dispersi sul proprio territorio, portando il totale delle vittime della catastrofe a 750 morti e 3.044 dispersi.