Aluminium, concessione in scadenza, lavoratori a rischio e nessun

BOLZANO. Stiamo per assistere a un secondo stallo come quello per le acciaierie Valbruna? A malapena un mese dalla risoluzione della spinosa questione delle acciaierie, a Bolzano si rischia il bis. In questo caso si tratta dell'Aluminium Bozen, azienda nota per la produzione di estrusi in alluminio. La concessione per il terreno sta per scadere e non è ancora chiaro cosa vogliano fare Provincia e direzione.

Rumoreggiano i sindacati, che, tramite un comunicato stampa, hanno fatto sapere di non aver ancora ricevuto alcun riscontro riguardo il futuro dello stabilimento e, per esteso, dei lavoratori.

“Un atteggiamento che riteniamo irrispettoso nei confronti della rappresentanza sindacale e, soprattutto, delle lavoratrici e dei lavoratori che attendono da mesi certezze sul proprio destino occupazionale”, scrivono.

“Senza un rinnovo della concessione e in assenza di un piano industriale condiviso e trasparente – aggiungono –, il rischio concreto è la paralisi produttiva e la perdita dei posti di lavoro. I lavoratori non possono pagare il prezzo dell'inerzia istituzionale e societaria, ritrovandosi dall'oggi al domani senza alcuna prospettiva”.

Si prospetta quindi anche la possibilità di azioni concrete: “Le organizzazioni sindacali pretendono di essere parte attiva del confronto e non permetteranno che decisioni vitali per l'industria del territorio vengano prese sopra la testa di chi in quella fabbrica lavora ogni giorno. Ci riserviamo di valutare eventuali azioni nel caso non arrivasse una risposta a breve”, concludono i rappresentanti. 

Il terreno è di proprietà della Provincia autonoma di Bolzano, così come lo è quello su cui sorge lo stabilimento delle acciaierie Valbruna, e la concessione scadrà nel 2030. La domanda sorge spontanea: anche stavolta serviranno scioperi e mesi di trattative per arrivare a una conclusione?

Tra il resto, Aluminium era stata protagonista di un tragico incidente nel 2024 (QUI ARTICOLO), in cui ha perso la vita un lavoratore e altri sono rimasti feriti. Incidente che ha poi significato un investimento di 5-6 milioni di euro per la ripresa delle attività.

Resta nel buio anche l'azienda, come comunicano dai piani alti: “La proprietà di Aluminium Bozen precisa di essere a sua volta in attesa, da diversi mesi e nonostante numerosi solleciti, di informazioni da parte della Provincia Autonoma di Bolzano sui programmi di sviluppo del progetto che riguarda l'area. Aluminium Bozen è parte della storia industriale di Bolzano e dell'Alto Adige. Da decenni contribuisce all'economia locale, dà lavoro a molte famiglie del territorio e alimenta una rete di fornitori e competenze radicata nella zona industriale. Per l'azienda, questo legame e il territorio stesso di Bolzano restano un valore centrale e un punto di riferimento per ogni scelta futura”, scrivono.

“Proprio per questo, l'azienda ritiene indispensabile poter contare su un quadro chiaro sulla concessione del terreno della Fonderia prima di definire i propri orientamenti e prendere decisioni. Aluminium Bozen li comunicherà non appena avrà ricevuto dalla Provincia gli elementi necessari per le valutazioni di competenza”, conclude l'azienda. 

Nella conversazione manca solo la Provincia, che al momento però non ha ancora comunicato nulla. In passato si era parlato dell'utilizzo dell'area per l'espansione del NOI Techpark, ma non è chiaro se questo sia ancora il piano.

Si spera in una risoluzione quantomeno più rapida di quella delle acciaierie.