Una nuova donazione per Venezia: la collezione Favaretto Rubelli a Ca’ Rezzonico

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Fondazione Musei Civici di Venezia - Nel segno di Venezia - 22 settembre 2026 - Cà Rezzonico - Photo © 2026 Luca Chiandoni

Nel collezionismo d’arte su carta, la passione privata finisce spesso per incrociare la storia pubblica di una città. È il caso della recente acquisizione da parte del Gabinetto dei disegni e delle stampe dei Musei Civici di Venezia, che si arricchisce di ventinove opere grafiche raccolte negli anni da Alessandro Favaretto Rubelli, avvocato, Cavaliere del lavoro e storico presidente dell’omonima maison tessile famosa in tutto il mondo per l’eccellenza e la raffinatezza delle sue creazioni. Entrato giovanissimo nell’azienda di famiglia e capace di guidarla con intuito manageriale verso i mercati internazionali — aprendo showroom a Londra, Parigi, New York, Lione e Dubai —, Rubelli non ha mai scisso la propria attività imprenditoriale dall’amore viscerale per la storia e l’arte della Serenissima. L’imprenditore ha infatti sempre affiancato alla propria attività industriale una costante ricerca collezionistica, rivolta in particolare ai maestri del passato veneto: un corpus di studi e schizzi che oggi trova collocazione pubblica e che viene presentato al pubblico nella mostra Nel segno di Venezia, curata da Alberto Craievich nel portego al primo piano di Ca’ Rezzonico. L’esposizione offre un’occasione d’indagine puntuale sulla genesi del segno pittorico e sul metodo di lavoro di alcuni tra i più importanti protagonisti della pittura lagunare compresi tra il XVI e il XVIII secolo.

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Fondazione Musei Civici di Venezia – Nel segno di Venezia – 22 settembre 2026 – Cà Rezzonico – Photo © 2026 Luca Chiandoni

Il percorso espositivo si articola attraverso due nuclei principali di assoluto rilievo scientifico. Il primo, dedicato al Cinquecento, ha il suo cuore nella pratica di Palma il Giovane, figura di cerniera tra XVI e XVII secolo. Tra i suoi fogli spicca il Cristo tentato dal diavolo, disegno preparatorio concepito per un telero perduto di Palazzo Ducale, in cui si coglie appieno la sicurezza strutturale del tratteggio dell’artista, autore in collezione anche de La preghiera di san Carlo Borromeo (1624).

Ma è il secondo nucleo, focalizzato sul Settecento, a costituire l’ossatura più corposa della donazione, offrendo una panoramica esauriente sui linguaggi grafici dell’ultimo secolo della Serenissima. Tra i fogli esposti risaltano ben cinque Studi di macchiette di Luca Carlevarijs: piccoli e deliziosi tasselli su carta in cui l’artista fissa con immediatezza popolani al lavoro, figure in conversazione e passanti, costruendo quel repertorio figurativo destinato poi a popolare le sue celebri vedute. Un’integrazione di rilievo che va ad arricchire il già importante fondo di disegni di Carlevarijs custodito dai Musei Civici, secondo a livello internazionale solo a quelli del British Museum e del Victoria and Albert Museum di Londra.

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Fondazione Musei Civici di Venezia – Nel segno di Venezia – 22 settembre 2026 – Cà Rezzonico – Photo © 2026 Luca Chiandoni

La sezione settecentesca prosegue con i chiaroscuri e il segno vigoroso di Sebastiano Ricci nelle Tentazioni di Sant’Antonio abate, affiancato dai lavori degli allievi Gaspare Diziani e Francesco Fontebasso. Il registro satirico della pittura veneta emerge invece nella caricatura a inchiostro di Giambattista Tiepolo, proveniente dallo storico album Valmarana, mentre a chiudere la rassegna sono due studi di veduta a matita di Canaletto appartenuti alla collezione di Italico Brass, fondamentali per comprendere il processo di annotazione dal vero del celebre vedutista.

Al di là del valore delle singole opere, la donazione Favaretto Rubelli conferma la centralità delle istituzioni civiche nel garantire la conservazione, lo studio e la fruizione pubblica della grafica antica, dimostrando come i fondi privati possano ancora oggi convertirsi in una risorsa culturale accessibile all’intera collettività.

Fondazione Musei Civici di Venezia – Nel segno di Venezia – 22 settembre 2026 – Cà Rezzonico – Photo © 2026 Luca Chiandoni