America’s Cup 2027, Napoli sogna il bis nel 2029: «Ci stiamo lavorando»

Lo scenario è quello di Nisida da dove domani le Ac40 saranno messe in acqua non per allenarsi, ma per giocarsi la Louis Vuitton Cup sul lungomare. E ieri all’Istituto penale minorile è stato tagliato il nastro delle preregate. Ma tutti, proprio tutti i protagonisti istituzionali e non hanno da quella terrazza spettacolare gettato lo sguardo non al 2027 - ieri a piazza Vittoria è stato installato l’orologio che conterà i giorni da oggi fino alle regate del trofeo velico più prestigioso al mondo - ma già al bis del 2029. «Il futuro - spiega il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi - ha delle radici profonde nel presente, quindi più saranno forti le radici della 38esima edizione più la 39esima avrà possibilità di rimanere qua».

Gli fa eco il sindaco Gaetano Manfredi che è molto deciso: «Ci stiamo già lavorando state tranquilli». E Marzio Perrelli, il Ceo del Consorzio che raggruppa tutti i team è stato chiaro: «Chiediamo al sindaco di non essere chiamati più ospiti ma cittadini di Napoli, qui metteremo a lungo le tende e siamo una comunità di quasi 4.000 persone». Parole scandite mentre sfilano i 6 team delle preregate, da Greg Dalton Ceo del team campione di New Zealand, al principale avversario, il numero uno di Luna Rossa Max Sirena che incassa l’ovazione del pubblico. Insomma chissà che la città dei mille cantieri - che si stanno anche chiudendo - non abbia trovato il nuovo eldorado: l’America’s Cup.

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Il filo

A dare il benvenuto agli equipaggi, agli ospiti e soprattutto ai ragazzi di Nisida, il Ministro Abodi insieme al Presidente e all’Amministratore Delegato di Sport e Salute, Marco Mezzaroma e Diego Nepi Molineris, quindi il sindaco Manfredi, il Presidente della Regione Roberto Fico e Perrelli. Il clou è stato con Edoardo Bennato che ha cantato “Nisida l’isola che non c’è” e ha accennato la canzone che farà da sigla alle preregate e all’America’s Cup «una canzone dove mi ha spirato mio fratello Eugenio» dice il cantautore. E il sontuoso banchetto preparato dai ragazzi di Nisida - “Monelli tra i fornelli” - che ha deliziato gli ospiti fino a tarda sera.

La Coppa America ha un aspetto sociale di rilievo. E Nisida è un luogo simbolico: «È anche un’isola - racconta Abodi - che richiama alla responsabilità, nella quale vivono ragazzi che stanno attraversando un momento difficile. E nessun giovane può essere identificato per sempre con l’errore commesso, nel rispetto di chi lo ha subito, e ogni percorso di recupero ha bisogno di fiducia, formazione e nuove opportunità». In questa chiave il ministro annuncia «che, grazie alla collaborazione con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, abbiamo deciso di coinvolgere i ragazzi dell’Istituto penale in un percorso che consenta loro di acquisire competenze, assumere responsabilità e tornare a guardare al futuro con maggiore fiducia.

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L’America’s Cup rappresenterà il punto di partenza». Abodi tende la mano a chi nutre timori sul post Coppa America: «Il Governo ha risvegliato Bagnoli dopo 30 anni di parole e promesse non mantenute. Non c’è nulla di speculativo l’unica speculazione che cercheremo è di portare avanti è quella beneficio delle persone» Parola a Mezzaroma: «Chi lavora in queste settimane per l’America’s Cup porta con sé l’orgoglio di star contribuendo a fare qualcosa di buono, un orgoglio che oggi vorrei fosse di tutti». Per il presidente di Sport e Salute «Nisida ha una bellezza sconvolgente e insieme una grande delicatezza: un legame con la terraferma che ci ricorda che si può sbagliare, ma che c’è sempre la possibilità di tornare indietro. È questo il potere dello sport ed è il potere enorme che eventi come l’America’s Cup possono avere: portare l’attenzione su luoghi e persone che rischiano di restare in disparte». La riflessione di Mezzaroma si conclude così: «Dall’altra parte, lo sport ha la forza di accendere scintille di riscatto: riscatto personale, per chi sente la sconfitta dietro l’angolo e prova a ricominciare, e riscatto materiale, come a Caivano e a Bagnoli, grazie al lavoro di tutti. Anche a Nisida vogliamo lasciare qualcosa che resti: annunciamo che, su mandato del Governo, faremo riprendere vita al campo da calcio dell’Istituto. Così, quando l’America's Cup lascerà Napoli, anche qui resterà vivo lo spirito dello sport e dell’America’s Cup». E il filo conduttore che ha tenuto insieme l’organizzazione dell’evento è la sinergia istituzionale. «Con l’amministrazione abbiamo lavorato bene» spiega Abodi. Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco: «Questa tappa di avvicinamento alla Coppa America dell’anno prossimo è il frutto di una sinergia istituzionale con Governo, Sport e Salute e Regione che ci ha consentito di poter ospitare un evento di portata internazionale. Napoli darà grande prova di sé, con le sue peculiarità: accoglienza e bellezza. Non ho dormito la notte per i cantieri ma ce l’abbiamo fatta».

Il governatore Fico è soddisfatto: «È con spirito di squadra - sottolinea il governatore - che stiamo lavorando, consapevoli che grazie a una forte sinergia istituzionale possiamo raggiungere obiettivi importanti per la nostra comunità. Eventi come questi possono essere occasioni preziose per accelerare e rafforzare lo sviluppo economico». Chiude la carrellata il Presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi: «Questo evento evidenzia la grande capacità collaborativa tra Governo, Regione e Comune, che ha prodotto importanti risultati e che è fondamentale per rendere la nostra regione sempre più protagonista nello scenario mondiale».