Anche nel Lazio la nuova terapia per il controllo duraturo della malattia di Crohn - Medicina - Ansa.it

Con l'approvazione da parte dell'Aifa della rimborsabilità di Mirikizumab, farmaco biologico della casa farmaceutica Lilly, anche nel Lazio diventa disponibile la nuova terapia per il trattamento della malattia di Crohn. La terapia è indicata per il trattamento della malattia di Crohn in fase attiva, da moderata a grave, nei pazienti adulti che hanno avuto una risposta inadeguata, hanno perso la risposta o sono risultati intolleranti alla terapia convenzionale o a un trattamento biologico. La molecola agisce su un fattore chiave dell'infiammazione intestinale nella malattia: l'interleuchina-23p19, che svolge un ruolo cruciale nell'infiammazione correlata alla malattia. Il programma di studi di fase 3 alla base della registrazione ha mostrato che Mirikizumab controlla precocemente i sintomi più condizionanti per la qualità di vita del paziente e mantiene questo beneficio fino a due anni di trattamento. Nello studio 'Vivid-1', a un anno di trattamento il 54,1% dei pazienti trattati con Mirikizumab ha raggiunto la remissione clinica (contro il 19,6% del placebo), con un impatto positivo anche sul quadro endoscopico e sulla guarigione della mucosa intestinale (risposta endoscopica il 48,4% contro il 9% del placebo). I dati dello studio di estensione 'Vivid-2' confermano la durata del beneficio fino a 104 settimane.
"Mirikizumab è una molecola che si caratterizza per un incredibile profilo di sicurezza - spiega all'ANSA Franco Scaldaferri, direttore dell'Uos di Malattie infiammatorie croniche intestinali (Ibd Unit) presso Fondazione Policlinico Gemelli Irccs e professore aggregato al dipartimento di Medicina e chirurgia traslazionale Università Cattolica Del Sacro Cuore -. Lo studio clinico su cui si regge l'indicazione per la malattia di Crohn ci ha dimostrato che questo farmaco è un'ottima chance per raggiungere la remissione clinica della malattia di Crohn e mantenerla nel tempo".
Nello specifico, per la Regione Lazio "si tratta di un'opzione assolutamente positiva perché si posiziona come una delle scelte più farmaco-economicamente sostenibili", aggiunge Scaldaferri.
"Sono sicuro - conclude l'esperto - che la nostra rete Lazio Net, utilizzando questa nuova opportunità per i nostri pazienti, arricchirà il panorama scientifico nazionale ed internazionale con delle esperienze di 'real world' che permetteranno di capire le potenzialità su vasta scala" di questa soluzione terapeutica.

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