Ancora sangue sul lavoro, muoiono due operai: uno aveva appena 18 anni - Notizie - Ansa.it

Prosegue la scia di sangue sul lavoro con numeri che continuano a crescere. L'Inail nei primi due mesi del 2026 registrava in Italia 102 morti ma secondo l'Osservatorio nazionale dei morti sul lavoro di Bologna, nei primi 100 giorni di quest'anno la conta delle vittime arrivava già 400.

Oggi si aggiungono altre due vittime: Fabrizio Pittalis, appena 18 anni colpito dal forcone di un muletto azionato da un collega nel Nuorese, e, poche ore dopo, un operaio 47enne schiacciato da una macchina spazzatrice a Roma mentre stava effettuando un intervento di manutenzione sotto il mezzo. Tragedia sfiorata, invece, all'interporto di Bologna: un operaio egiziano di 35 anni è caduto da un carrello elevatore nel magazzino di una ditta che si occupa di servizi di trasporto. L'uomo, ferito, è stato portato all'ospedale Maggiore. All'inizio della settimana, però, si erano registrate altre due morti.

A Latina, lunedì, ha perso la vita Wladyslaw Pernal, 64 anni, di origine polacca, morto mentre cambiava delle piastrelle su un terrazzo nel quartiere Nuovo Latina; martedì, a Borgo Santa Maria, è morto Francesco Gritto, 54 anni, che ha avuto un malore mentre lavorava in un cantiere fotovoltaico. Intanto in Sardegna due comunità piangono per la morte del 18enne di Orotelli morto mentre lavorava nell'impianto trattamento rifiuti della ditta Ecologica Moro srl a Oniferi. L'incidente all'alba, intorno alle 6, nello stabilimento della zona artigianale S'Infurcau. L'impatto con il mezzo meccanico non ha lasciato scampo al giovane operaio: soccorso immediatamente dagli stessi colleghi, all'arrivo degli operatori del 118, Fabrizio era già morto per le gravi ferite riportate. Il collega che manovrava il muletto è rimasto sotto choc, senza riuscire a dare una spiegazione su come fosse potuta succedere una simile tragedia. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Ottana e degli ispettori dello Spresal della Asl di Nuoro, mentre la Procura di Nuoro ha aperto un'inchiesta per stabilire la dinamica dell'incidente e le eventuali responsabilità del decesso. Nel frattempo a Orotelli il sindaco, Tonino Bosu, ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di domani, 25 luglio, in concomitanza con i funerali, fissati alle 18 nella chiesa dello Spirito Santo.

A Latina oggi sciopero degli edili dopo la morte di due operai

 Dalle 9:30 di questa mattina la categoria degli edili è scesa in piazza davanti la prefettura di Latina per manifestare in seguito alla morte di due operai in meno di 24 ore nel capoluogo pontino lunedì e martedì sorso. Dopo il decesso di Wladyslaw Pernal, 64 anni, di origine polacca, scomparso mentre cambiava delle piastrelle su un terrazzo nel quartiere Nuovo Latina, e di Francesco Gritto, 54 anni, che invece si è sentito male mentre lavorava in un cantiere fotovoltaico a Borgo Santa Maria, i lavoratori del settore edile hanno incrociato le braccia per 8 ore. "Non riusciamo più a tenere il conto delle vite che il lavoro si porta via in questo territorio, e ogni volta le parole di circostanza non bastano più. Continuiamo a sfinire i lavoratori senza pietà, anche quando il caldo cocente rende evidente a chiunque che a certi orari e a certe temperature non si può e non si deve lavorare" le parole utilizzate dal segretario generale della Cgil Frosinone Latina, Giuseppe Massafra, dopo la morte dei due operai, per ciascuna delle quali è stato aperto un fascicolo in procura. "Due lavoratori morti in un giorno non sono una fatalità: sono la fotografia di un modello produttivo che continua a considerare la sicurezza un costo da comprimere, non un diritto da garantire. Alle famiglie delle vittime va il cordoglio di tutta la nostra organizzazione, ai colleghi che hanno assistito a queste tragedie la nostra vicinanza più sincera". Il segretario generale rilancia anche l'ordinanza regionale anti-caldo, che impone la sospensione delle attività a rischio nelle fasce orarie e con le temperature più critiche: "L'ordinanza esiste, ma da sola non basta: servono controlli seri, sistematici e diffusi, perché venga rispettata da tutte le imprese, senza eccezioni. Le regole ci sono, quello che manca è chi le fa osservare davvero".

I sindacati: 'Bisogna rafforzare la sicurezza e i controlli'

I sindacati di categoria esprimono cordoglio per la morte di Fabrizio Pittalis. "In attesa che gli organi competenti accertino la dinamica dell'incidente, questa tragedia richiama ancora una volta l'urgenza di rafforzare la sicurezza, i controlli e la formazione concreta e continua dei lavoratori, soprattutto dei più giovani". dichiarano Maria Luisa Ariu, segretaria generale della Cisl di Nuoro, e Simone Porcheddu, segretario di presidio della Fit Cisl di Nuoro. "La prevenzione non può essere un semplice adempimento formale: deve rappresentare una priorità assoluta in ogni luogo di lavoro. Anche questa tragedia non può essere considerata una fatalità. Ogni morte sul lavoro è sempre una sconfitta di tutti. Alla famiglia di Fabrizio e all'intera comunità di Orotelli esprimiamo la nostra più sincera vicinanza".

"Speravamo di non dover più commentare tragedie di questo genere", affermano, in una nota, Uil Sardegna e Uiltrasporti Sardegna, esprimendo "vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi del giovane lavoratore".
"Non è assolutamente più accettabile che nel 2026 si perda ancora la vita per lavorare, bisogna fermare questa scia di infortuni. Quello di oggi è un lutto per tutti noi", prosegue la nota. "Attendiamo di conoscere l'esatta dinamica della tragedia su cui adesso sta lavorando anche la magistratura, ma come sindacato non possiamo che ribadire l'importanza di formazione, prevenzione e controlli. Solo incentivando questi aspetti la lunga lista di infortuni può essere fermata".

"Speriamo che entri al più presto nel vivo l'attività dell'Osservatorio per la qualità, la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in Sardegna varato dalla Giunta Regionale nel giugno scorso", auspica il sindacato in modo che possano finalmente essere attuate le attività previste dal Patto di Buggerru che mettono al centro proprio la formazione, la prevenzione e i controlli". "Non possiamo continuare a considerare queste tragedie come fatalità", interviene Paolo Capone, segretario generale dell'Ugl. "Ogni incidente mortale impone un cambio di passo immediato nella prevenzione, nella formazione e nei controlli. "È indispensabile rafforzare l'attività ispettiva, investire nella cultura della sicurezza e assicurare una formazione adeguata, soprattutto nei contesti produttivi dove l'utilizzo di mezzi, macchinari e attrezzature espone i lavoratori a rischi elevati".

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