«Mi avevano consigliato di arrendermi, ma non l’ho fatto. Mia moglie ha solo bisogno di cure, amore e assistenza. Non posso fare tutto da solo però, perciò chiedo aiuto alle istituzioni». Massimo Ruggiero, 48 anni, è il marito di Angela Amato, 44 anni, disabile e madre di tre figli di 14, 11 e 7 anni. Da oltre dieci mesi la coppia vive il dramma di una vita a metà, perché Angela è affetta da una grave patologia che le impedisce di deambulare, parlare ed essere autonoma in tutti gli aspetti della quotidianità.
«Tutto è accaduto - spiega il marito - dopo che fu colpita da un aneurisma cerebrale. Da allora la nostra esistenza è cambiata. Siamo entrati e usciti da ospedali, cliniche e strutture di lungodegenza. Oggi mi occupo io di mia moglie, perché l’assistenza sanitaria e riabilitativa che ci offre l’Asl non basta e io mi sono già fatto carico delle spese per gli ausili che le occorrono». Motivo per cui è stata lanciata una campagna di gofundme (“Una speranza per Angela”) per aiutare la coppia ad affrontare i costi (50mila euro) per trasferire la donna in un centro specialistico a Bologna.
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Intanto Angela prova a condurre una vita “normale” con l’aiuto del marito, di professione tassista, che per prendersi cura di lei ha dovuto lasciare il lavoro. «Lei vorrebbe uscire perché si sente prigioniera tra le mura domestiche, ma fuori ci sono barriere architettoniche insormontabili». Proprio pochi giorni fa al civico 9 di vico Miradois ai Miracoli, dove vive la famiglia, è arrivata il vicesindaco Laura Lieto per un sopralluogo.
L'impegno
«Ha subito preso a cuore la nostra situazione e ha promesso di aiutarci per consentire ad Angela di passare in carrozzina lungo le scale che portano nella parte bassa del quartiere», dice Massimo. In casa non appena si varca la porta d’ingresso è inevitabile non notare un’immagine: quella di una bellissima donna sorridente in abito da sposa assieme a suo marito. Una foto di qualche anno fa, che ritrae Angela e Massimo felici. Oggi la forza di quell’amore sopravvive anche a un crudele destino che si è abbattuto sulla coppia e sui loro tre figli: quel destino che a febbraio 2025 ha portato la donna a rimanere paralizzata. «Angela era per strada e mentre andava a prendere nostro figlio a scuola, ha avuto la rottura improvvisa di una Mav, una malformazione angiovenosa congenita. Da lì è iniziato il nostro calvario, fatto di entrate e uscite da ospedali».
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Un’odissea di fronte alla quale i medici sembravano essersi arresi date le condizioni della paziente che - erano convinti - non avrebbe più reagito alle cure. Tutti scettici tranne l’unica persona che ha scelto di dimostrarle amore fino alla fine: il marito. Massimo infatti è diventato il caregiver della moglie, tanto che la sua giornata è scandita da tutte le terapie che Angela deve fare: «Si parte al mattino con colazione, pulizia e poi iniziano riabilitazione e logopedia. Oltre a questo c’è la cura della casa e dei figli», spiega.
Attualmente la donna - dopo aver abbandonato la tracheotomia che le permetteva la respirazione - ha recuperato l’uso degli arti dal lato destro (è paralizzata dal sinistro), comprende tutto ciò che le si dice, anche se non parla, «tranne qualche parola con voce flebile», precisa il marito. Ma soprattutto comunica con i suoi grandi occhi scuri, con i quali osserva e ascolta chi le sta intorno.
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I disagi
A rendere più difficile la condizione di Angela, che si sposta in carrozzella, sono le quattro rampe di scale che la dividono dal centro del quartiere. Un ostacolo che costringe ogni volta Massimo a dover chiedere aiuto ai passanti per trasportare la moglie. A segnalare il caso è stato Luigi Laudati, responsabile dell’associazione Miracoli Futura, che spiega: «In questi mesi mi sono impegnato a verificare i requisiti minimi per l’istallazione di un servoscala a piattaforma per il trasporto di persone con ridotta capacità motoria e mi sono rivolto al servizio tecnico della III Municipalità, dove ho trovato professionalità e disponibilità tanto che sono stati fatti vari sopralluoghi. Così si è accertata la compatibilità dei luoghi per la realizzazione della pedana. Il mio auspicio dunque è che nel più breve tempo possibile si possa procedere, in modo da permettere ad Angela di uscire senza avere alcun disagio».