Musei del Vomero, si allungano gli orari: ipotesi ticket unico

Castel Sant’Elmo con il suo fossato finalmente liberato dalle auto, certosa di San Martino dal panorama mozzafiato e villa Floridiana impreziosita dalle ceramiche semisconosciute del «Duca di Martina».

Tre musei diversi alla ricerca di maggiore visibilità, e di un’identità unica. Si comincia con l’aumento delle ore per le visite, 27 in più alla settimana, dalle 9,30 alle 18,30, uniformando il giorno di chiusura (per tutti il martedì); parco escluso. Poi ci sono gli spettacoli e i talk sotto le stelle; i progetti extra da finanziare, per la prima volta, con l’art bonus, con un obiettivo già raggiunto: grazie ai privati, verrà ripulito dalle scritte il tempietto dorico, immerso nel verde, che sarà anche sorvegliato con telecamere collegate alla centrale operativa e ad altoparlanti gestiti da remoto, in modo da poter intervenire “real time”.

Napoli, un'estate al Vomero tra eventi e luna park: «Connettiamo Sant'Elmo, San Martino e la Floridiana»

Il fossato

Quanto al “fossato ritrovato” è fissata per giovedì 16 luglio l’apertura di inediti percorsi, che consentiranno di vedere la fortezza medievale da una prospettiva inusuale quanto suggestiva; mentre si punta su un bando internazionale, in scadenza il 30 luglio, con numerosi premi in palio, per disegnare il logo giusto dei musei nazionali del Vomero. E a questo programma si aggiunge l’“aiuto” dei ragazzi, che hanno partecipato a un seminario e workshop con la neodirettrice del polo Almerinda Padricelli.

Protagonisti del confronto: una sessantina di neolaureati iscritti al master in Marketing e in General management organizzato dall’Ipe Business School, presieduta da Raffaele Calabrò. L’architetta li ha incontrati nella sede in via Pontano, su invito del decano della scuola di alta formazione, Antonio Ricciardi, affiancato da Serena Affuso (nel team dei docenti, per la didattica master e direzione studi). Nel dibattito la manager culturale ha riassunto il suo percorso professionale, utile ai ragazzi, e presentato i “lavori in corso”. Subito dopo, lei ha ascoltato le proposte degli studenti, dagli aperitivi al tramonto fino ai quiz, al teatro e ai laboratori a tema, per attrarre napoletani e turisti. Alcune idee sono al vaglio, tra cui la valorizzazione della sezione navale costruita come un antico arsenale, al momento chiusa, dove è custodita la lancia reale a 24 remi dell’epoca di Carlo di Borbone, decorata con ori e allegorie, e un’altra a 14 remi appartenuta a Umberto I di Savoia.

Napoli, un'estate al Vomero tra eventi e luna park: «Connettiamo Sant'Elmo, San Martino e la Floridiana»

La Coppa America

Questi spazi a San Martino riapriranno in tempo per la Coppa America: con un allestimento rivisitato, con arricchimenti multimediali, con contenuti associati alle regate di Napoli suggeriti anche dai giovani dell’Ipe. L’esposizione della sezione navale potrebbe essere associata ad altri eventi durante la competizione sportiva, da concordare con l’amministrazione comunale, rendendo accessibili, con la funzione di spalti, le terrazze mozzafiato di tutti e tre i musei; magari prevedendo una navetta per velocizzare gli spostamenti dall’uno all’altro. Per la promozione, fondamentale è naturalmente il sito web, da farsi (puntando pure su Reel e stories sui social, va da sé), come una segnaletica dei percorsi, che sia riconoscibile e omogenea. Inoltre, resta all’esame la questione del biglietto integrato, annunciato già dal predecessore di Padricelli. Un’ipotesi è quella di lasciare i singoli ticket, che partono dai 4 euro per le porcellane del “Duca di Martina”, prevedendo abbonamenti e sconti per chi decide di andare in tutti e tre i musei, consentendo di tornare in giorni differenti, in modo da completare il tour senza fretta né stress. Il prezzo? Probabilmente 12 euro.