F1 Spa | Antonelli-Ferrari: il distacco di 8 decimi non è solo motore

x

Vai al contenuto

/

La Mercedes e Antonelli trovano la quadra dopo alcuni tentativi, mentre alla Ferrari non mancano solo i cavalli

Riproduzione riservata

Antonelli Mercedes Spa

Pubblicato il 17 Luglio 2026 ore 20:19

7 minuti

Da Spa
Antonelli e la Mercedes legittimano il ruolo di favoriti della vigilia a Spa, nonostante la bontà della power unit di Brixworth non basti a imporsi nelle Ardenne. L’accoppiata leader del mondiale ha avuto bisogno del suo tempo per sciogliere il compromesso di assetto tipico del Belgio, che quest’anno abbraccia una variabile in più. La Ferrari, invece, non eccelle nemmeno nel settore a lei più congeniale, lasciando per il momento a Max Verstappen il ruolo di primo degli inseguitori.

Antonelli accende la Mercedes

Trovare il giusto compromesso tra il carico aerodinamico per il tratto centrale e la velocità sul dritto è sempre stato il leitmotiv di Spa. È una valutazione che con le auto di quest’anno si intreccia con una variabile in più, la gestione dell’energia. Quanto più la macchina è stabile, tanto più spende e ricarica energia in maniera efficace, dovendo però ponderare il carico extra con i consumi maggiori.

La Mercedes si è presentata a Spa con un pacchetto da basso carico, provvisto di novità a entrambe le ali e ai flap dei gruppi ruota. Nella prima sessione la W17 aggiornata si è rivelata fin troppo scarica, volando nel primo e nel terzo settore, ma pagando dazio nel tratto centrale. Ci sono volute alcune correzioni di assetto, ma in serata Antonelli è arrivato a prendersi con decisione la vetta della classifica, rifilando un distacco al compagno di squadra che testimonia come a Spa non sia solamente una questione di motore.

Aggiornamenti Mercedes GP Belgio F1

Russell, attardato di ben 1.2 secondi, si è lamentato degli scivolamenti causati dalle gomme non in temperatura. Il clima mite, le configurazioni a basso carico e i lunghi rettilinei sono tutti fattori che rendono più difficile accendere gli pneumatici, acuendo quella che ormai è una difficoltà cronica di George, che invano sta provando a cambiare stile di guida. Purtroppo per lui, il problema dà vita a un circolo vizioso, visto che lavorare tanto con il volante e con i pedali scombussola le logiche di gestione dell’energia, portando ogni volta ad affrontare la curva successiva a una velocità diversa, disorientando chi guida. Il guadagno dalla prima alla seconda sessione per Russell è di appena 7 decimi, 9 in meno rispetto ad Antonelli, il cui salto non è stato quindi il frutto solo di una mappatura motore più aggressiva.

La Ferrari ha del lavoro da fare

La Ferrari, vincitrice a Silverstone, non ha iniziato il weekend belga nel migliore dei modi. In Inghilterra il Cavallino si era ben distinto nella gestione dell’energia, che però a Spa, per quanto critica, ha meno margini di manovra. Su questo fronte non ci sono grandi differenze strategiche tra le squadre, non avendo alternativa a sfruttare il motore elettrico nel primo e nel terzo settore, per poi ricaricare nel tratto più guidato. Proprio il settore centrale doveva essere il punto di forza della SF-26, che però non ha spiccato nemmeno lì, segno di come forse vi sia ancora qualcosa da mettere a punto tra assetto e bilanciamento.

F1 GP Belgio 2026, Spa-Francorchamps: Lewis Hamilton (Scuderia Ferrari) - Foto: Getty Images
Photo Andrej Isakovic/AFP via Getty Images

Sicuramente la Ferrari paga la mancanza di cavalli dal motore, ignorando oltretutto se nel venerdì belga il Cavallino abbia montato la power unit aggiornata o quella precedente, il che potrebbe aver spinto a scaricare l’aerodinamica per compensare la scarsa velocità sul dritto. La Scuderia, comunque, non si è fatta prendere dal panico e ha evitato di ricorrere a soluzioni estreme, mantenendo ad esempio in macchina l’aletta FTM dietro allo scarico. Non si può ignorare però come le Ferrari siano state le auto ad essere guadagnato di meno tra la prima e la seconda sessione, appena 5 decimi per Hamilton e 2 per Leclerc, il cui giro oltretutto è stato cancellato. A Maranello si prospetta una notte di lavoro per trovare una quadra con la messa a punto, con la consapevolezza che un bilanciamento e una stabilità migliori aiuterebbero anche a gestire meglio l’energia.

Occhio a Verstappen

La classifica dei tempi a fine giornata vede la McLaren di Lando Norris come prima inseguitrice della Mercedes di Antonelli. Anche la formazione papaya si è presentata a Spa con un’ala posteriore da basso carico, ma senza ancora montare in macchina la propria versione della Macarena, di cui si attende il debutto dall’Austria. Lando è stato autore del salto più grande tra le due sessioni, trovando ben 1.8 secondi grazie a una buona progressione con l’assetto. Purtroppo per lui, le dieci posizioni di penalità in griglia di partenza renderanno molto difficile lottare per il podio, con la sensazione che Piastri, attardato di 8 decimi dal compagno, non abbia il ritmo per prenderne il posto. A sua discolpa, il pilota australiano è stato condizionato dall’ennesima noia tecnica, questa volta di natura idraulica, che ne ha limitato il tempo in pista nella seconda sessione.

SIMULAZIONE PASSO GARA
VerstappenAntonelli
1’51’’41’51’’5
1’52’’21’51’’7
1’51’’41’51’’4
1’51’’51’51’’5
1’51’’7 
1’52’’4 
1’52’’5 

L’avversario più temibile per Antonelli potrebbe così essere Max Verstappen, al volante di una Red Bull veloce sin dalla prima sessione. La RB22 non ha mai mancato di velocità sul dritto, grazie anche all’ottima power unit, e non sembra subire il contraccolpo dell’assenza dell’ala Macarena. Max è stato l’unico a completare una simulazione gara insieme a Kimi prima della bandiera rossa, mantenendo un ritmo paragonabile a quello della Mercedes, almeno nei primi giri. L’impressione, comunque, è che servirà qualcosa di speciale per battere Antonelli a Spa, desideroso di  tornare a convertire in punti iridati la velocità che non gli è mai mancata,