«Abbiamo fatto di tutto per salvare Antonietta Zamarian, ma purtroppo non ci siamo riusciti. Ed è questo il nostro rammarico più grande: è un intervento che mi ha segnato». Parla dall'ospedale di Latisana, dove si trova ricoverato, il brigadiere capo Demetrio De Riccardis, 55 anni, di origini leccesi, protagonista di un drammatico e disperato tentativo di salvataggio che ha raccontato in un'intervista al Corriere della Sera.
Donna muore annegata nell'auto intrappolata nel sottopassaggio allagato: le immagini del carabiniere che ha provato a salvarla
Il sottopasso allagato
L'allerta è scattata all'improvviso per una vettura intrappolata in un sottopasso invaso dalla pioggia. «Eravamo vicini, siamo arrivati subito», ripercorre il militare. «Si vedeva solo la parte posteriore che galleggiava. Il resto era sott'acqua. C'erano più di due metri d'acqua e il livello stava salendo». Davanti a quella scena la decisione è stata immediata: «Abbiamo pensato che dentro ci fosse qualcuno vivo. Non c'era tempo di consultarci: agisci d'istinto».
Il brigadiere non ha esitato a tuffarsi: «Prima mi sono tolto stivali, cinturone e giacca a vento per non andare a fondo. Poi mi sono tuffato. L'acqua era nera, non si vedeva nulla».
Il tentativo disperato
Dopo aver perlustrato la parte posteriore sperando in una sacca d'aria, si è spostato lungo la fiancata: «Ho aperto la portiera e infilato una mano nell'abitacolo. Ho cercato al buio. Poi ho sentito dei vestiti, ho afferrato il corpo e l'ho tirato a me». Nonostante le condizioni disperate, i tentativi di rianimazione sono iniziati subito, direttamente nel canale: «La donna non era cosciente e non respirava. Ma era ancora calda e ho pensato di dover tentare tutto. L'ho adagiata sul braccio sinistro e ho iniziato la respirazione bocca a bocca, alternandola al massaggio cardiaco». Sostenere la vittima nel vuoto dell'acqua è stata un'impresa estrema: «L'acqua era profonda e lei non poteva aggrapparsi. Mi tenevo allo sportello aperto: era l'unico modo per restare a galla. A trascinarla da solo avrei rischiato di andare giù anch'io. Poi i vigili del fuoco hanno lanciato una corda e, con il collega, siamo riusciti a tirarla fuori. Abbiamo continuato il massaggio cardiaco, poi sono intervenuti i sanitari e hanno fatto tutto il possibile».
Riflettendo sui pericoli affrontati, De Riccardis spiega che la lucidità cancella il timore sul momento: «In quei minuti sei così concentrato su quello che devi fare che non c'è tempo per avere paura.
Già premiato nel 2010 con la medaglia di bronzo al merito civile per aver salvato un uomo da un incendio, il carabiniere rifiuta ogni etichetta: «Non sono un eroe. Un altro avrebbe fatto la stessa cosa: è il nostro dovere. Qualcuno aveva bisogno di aiuto e dovevamo provare a salvarla».
Ultimo aggiornamento: venerdì 11 settembre 2026, 08:20
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