Anziano insulta l'impiegata comunale per aver aspettato 5 minuti, condannato a un doppio risarcimento

SACILE - Si è conclusa qualche giorno fa, dopo due anni esatti, la vicenda che vedeva opposti D.M.S., impiegata in Municipio, e l'oggi 81enne Angelo Caiani. Noto per il suo carattere acceso e per una scarsa simpatia per i ruoli istituzionali, soprattutto se comunali, Caiani era stato accusato dalla giovane funzionaria di aver usato contro di lei termini offensivi e inappropriati.
Oggi la vicenda si è conclusa con l'estinzione del reato di offesa a Pubblico ufficiale attraverso il pagamento di 200 euro di risarcimento alla signora ed altrettanti, sempre versati dall'81enne, al Comune di Sacile.
Caiani, volto allegro e noto in città, che spesso gira in bicicletta, aveva in un secondo momento anche cercato un accomodamento con l'istituzione, ma in questi casi il magistrato procede d'Ufficio, come precisa l'avvocatessa Antonella Salvador, legale del Foro di Pordenone, studio qui a Sacile, difesa del Caiani. «Per estinguere il reato la legge prevede che si risarcisca anche l'Ente». Di fronte alle ben 70 pagine redatte sull'accaduto, la legale ha scelto la via meno dolorosa, «e la più rapida, dato che altrimenti sarebbe stato necessario almeno un altro anno per chiudere la vicenda».
Contro il vulcanico sacilese deponevano anche alcuni episodi passati. «Il Comune non ha inteso farsi parte in causa - ha commentato il sindaco, Carlo Spagnol - e al vero nemmeno da parte dell'impiegata vi è stato un qualche accanimento». Semplicemente, la giustizia ha fatto il suo corso. Una volta avviata la procedura è andata avanti inarrestabile fino alla tutto sommato morbida conclusione.

La vicenda

La vicenda, risalente al giugno del 2024, era finita sulle pagine de Il Gazzettino per la sua originalità. Angelo Caiani si era recato per una informazione all'Ufficio Anagrafe. Qui aveva diligentemente strappato uno dei bigliettini del tagliacoda e vi aveva letto sopra "Tempo di attesa: 0 minuti". Ciò nonostante nessuno l'aveva chiamato e lui aveva comunque atteso 5 minuti, «Forse di più, - raccontava - dopo di che ho varcato la porta che conduce alla grande stanza dove ci sono tutte le postazioni e mi sono fermato lì subito dopo l'uscio». Il posto dove l'aveva notato la funzionaria che usciva da un altro ufficio vicino. Caiani le aveva mostrato il biglietto senza attesa e le aveva chiesto cosa fare. La donna gli aveva fatto presente che non poteva stare lì e che quello che aveva fatto era sbagliato, tanto più per 5 minuti, e lui, forte del "Tempo di attesa: 0" si era scatenato. Aveva inveito a male parole contro la poveretta, ma in seguito si era rivolto anche all'assessore Ariana Sabato e, trasferitosi al piano superiore, finanche al sindaco, Carlo Spagnol.


Scossa dalla veemenza verbale di Caiani, persona che è bene precisare non è certo violenta e non lo è stata nemmeno in quel frangente, l'impiegata presa di mira pianse e si mise a tremare. Il tentativo di placare gli animi messo in atto da Sabato non ebbe successo e volò qualche parola di troppo. Una serie di "Cretina" che gli è poi costato la decisione, da parte dell'impiegata, di querelarlo. Forse, in virtù anche degli 81 anni (al vero portati benissimo) di questo vivace sacilese, si sarebbe potuto soprassedere, ma evidentemente l'episodio ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, viste situazioni simili e precedenti sulle quali gli interessati hanno preferito chiudere entrambi gli occhi.
Signor Angelo, d'ora in poi starà più attento? Tra le due somme sborsate e il costo della difesa legale, quella sfuriata le è anche costata. «Eh si, qualcosa ho dovuto pagare» poi la frase si ferma di colpo e resta lì a mezz'aria. Alla fine sorride e promette che farà il bravo. Di certo la querela non gli ha tolto il buonumore.