Arcigay e politica in coro: "Va tutelata la pluralità"

Il Cassero convoca un’asseblea per giovedì, anche contro l’odio razziale

Giorgia Pagano (Cad spazio Cassero)

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È un’onda lunga di sdegno quella che arriva dopo le aggressioni omofobe avvenute nel centro di Bologna e messe in atto da un gruppo di circa quindici ragazzi. Forse lo stesso. "Quanto accaduto è inaccettabile, un atto di violenza inaudita e vigliacca che non solo colpisce le persone direttamente coinvolte ma offende la città e l’intera comunità regionale". Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Cultura e Pari opportunità, Gessica Allegni, hanno condannato l’aggressione ai danni di due 29enni avvenuta nei pressi di porta Mascarella giovedì notte. "Non possiamo tollerare alcuna zona d’ombra o indifferenza. Tenersi per mano, esprimere liberamente il proprio affetto non può in alcun modo diventare motivo di violenze e discriminazioni", ha detto ancora de Pascale.

Ferma la condanna anche da parte del deputato dem Andrea De Maria: "Si tratta di un episodio grave e inaccettabile che ferisce profondamente la nostra comunità. Un clima di odio, intolleranza e violenza rischia di alimentare veri e propri mostri e non può trovare alcun cittadinanza in una città accogliente, democratica e plurale come Bologna", ha detto il deputato auspicando "che le forze dell’ordine e la magistratura facciano al più presto piena luce sull’accaduto e che i responsabili di questo barbaro pestaggio vengano rapidamente individuati e condannati con fermezza".

Ed è proprio sul Dna accogliente e plurale di Bologna che ieri sono intervenute anche Aura Cadeddu e Giorgia Pagano, referenti per il Centro Antidiscriminazione LGBTQIA+ gestito dal Cassero. "Nell’esprimere massima solidarietà alle vittime delle recenti aggressioni avvenute tra porta Mascarella e via San Felice a quindici giorni di distanza, non possiamo abbassare la guardia sulla strumentalizzazione di quanto accaduto – così Giorgia Pagano –. Focalizzarsi sul fatto che chi abbia agito fosse di origine straniera significa fare una strumentalizzazione razzista per cui ci posizioniamo in maniera fortemente contraria. Anzi, rilanciamo la necessità che la prevenzione e la cura contro questo tipo di aggressioni omolesbotransfobiche debba necessariamente passare da un approccio collettivo alla diversità, con la possibilità anche di entrare nelle scuole per fare adeguata formazione".

Una sensibilizzazione nel solco della quale è stta anche convocata un’assemblea per il prossimo 1 ottobre, al circolo Hex e organizzata da ’Rivolta Pride’, per discutere di temi legati anche al razzismo. "Bologna è comunque una città accogliente e capace di reagire a queste aggressioni. Ha gli anticorpi a certa violenza – scandisce Aura Cadeddu – ed è nel suo Dna la difesa dei diritti civili di tutti. A maggior ragione non possiamo accettare questi episodi gravissimi".

f.z.

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