Milano, è stato ferito alla spalla e ha una prognosi di 15 giorni. Il romeno 32enne avrebbe bloccato un’ora dopo in corso Buenos Aires con la lama ancora sporca di sangue

Il trentaduenne romeno Marian Marcel B. ripreso dalla telecamera interna dello stabile

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Milano, 30 luglio 2026 – La donna importunata per strada. La richiesta insistente di un contatto telefonico: “Mi dai il tuo numero di cellulare?”. Lei che si rifugia nell’androne del palazzo per chiedere aiuto al portinaio del civico 19 di via Menotti. Il molestatore che se la prende col custode e lo accoltella alla scapola destra dopo aver tentato di rubargli il portafogli.
È la sequenza andata in scena qualche minuto prima delle 17 di martedì in zona Risorgimento, come già raccontato ieri su queste pagine: il ferito è un 52enne originario dello Sri Lanka, trasportato in codice giallo al Fatebenefratelli e dimesso con una prognosi di quindici giorni. In manette è finito un pluripregiudicato senza fissa dimora romeno di 32 anni, Marian Marcel B., arrestato in quasi flagranza per tentata rapina aggravata dai Falchi della Squadra mobile.

Il luogo dell'aggressione al custode
L’indagine
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, il trentaduenne ha iniziato a seguire una ventottenne italiana che stava camminando in via Menotti. Dopo pochi metri, le si è affiancato e le ha chiesto il numero di telefono, ma la donna ha cercato di ignorarlo.
Poi, spaventata dal molestatore, si è infilata nel palazzo al civico 19 per farsi aiutare dal custode cinquantaduenne, che in quel momento era seduto ai piedi della scalinata che porta al suo gabbiotto. La presenza del portinaio ha scoraggiato inizialmente il trentaduenne, tanto che la donna, dopo essersi intrattenuta per alcuni minuti con il cinquantaduenne, è riuscita ad allontanarsi per andare in palestra.

Poi però il trentaduenne è tornato sui suoi passi e ha chiesto conto al custode di quanto accaduto poco prima: “Dov’è la ragazza?”, la domanda intimidatoria. Quindi gli ha puntato contro una lama a serramanico per farsi consegnare il portafogli: “E allora dammi i soldi”.
L’aggressione
L’altro ha reagito, e nella colluttazione è stato colpito con un fendente alla scapola destra. La chiamata al 112 ha innescato l’intervento dei sanitari di Areu e della polizia. Mentre il cinquantaduenne, rimasto sempre cosciente, è stato accompagnato in ospedale per la ferita alla spalla, gli agenti motociclisti della sezione Contrasto al crimine diffuso della Mobile, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia e dal funzionario Filippo Bosi, hanno rapidamente passato al setaccio le immagini delle telecamere.
I fotogrammi hanno rimandato il volto e soprattutto l’abbigliamento particolarmente riconoscibile del sospettato, che indossava pantaloni mimetici, maglietta verde e occhiali da sole.
L’arresto
Dopo circa un’ora, B. è stato intercettato e bloccato in corso Buenos Aires: “Sono stato io, quell’uomo mi ha mancato di rispetto”, ha ammesso l’uomo, che aveva con sé il coltello sporco di sangue e un’altra lama simile nello zaino. Dalle verifiche nelle banche dati delle forze dell’ordine sono emersi numerosi precedenti per furto, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti a offendere.
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