Milano, il professionista è accusato di aver violentato un quattordicenne durante un corso nel suo appartamento. L’audizione protetta, l’indagine della polizia locale e la misura del giudice notificata venerdì all’anziano

L’indagine è stata affidata agli agenti del Nucleo tutela donne e minori della polizia locale

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Milano, 30 luglio 2026 – L’incubo si materializza all’improvviso poco più di un mese fa, lo scorso 25 giugno. Il quattordicenne si reca a casa del vicino settantasettenne, fotografo professionista con una lunga e prestigiosa carriera alle spalle nel settore pubblicitario.
Quel giorno, l’adolescente è lì proprio per imparare qualcosa in più sulle tecniche per realizzare scatti e immagini in maniera corretta. Non si sa se sia la prima “lezione” o se ce ne siano state altre in precedenza. In ogni caso, si tratta di un contesto molto rassicurante, almeno in teoria: nell’appartamento di una persona che il ragazzo conosce molto bene, e che certamente conoscono pure i suoi genitori.
La trappola
E invece quelle mura si trasformeranno, senza alcuna precedente avvisaglia a far scattare campanelli d’allarme, in una vera e propria trappola senza uscita, stando a quanto messo a verbale dalla giovanissima vittima nei giorni successivi. Il minorenne, impietrito e incapace di reagire, viene costretto a subire atti sessuali contro la sua volontà dall’anziano, che poi lo riaccompagna all’ascensore e si richiude dietro le spalle la porta della sua abitazione.
Sotto choc
Il quattordicenne, sotto choc per l’accaduto, trova la forza di confidare quello che ha vissuto ai familiari, che a quel punto decidono di rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine per presentare denuncia. Gli accertamenti d’indagine dei magistrati del pool della Procura specializzato in reati contro donne e minori, coordinato dall’aggiunto Maria Letizia Mannella, vengono affidati agli agenti del Nucleo tutela donne e minori della polizia locale.
L’indagine
Con tutta la delicatezza che un caso del genere richiede, i ghisa guidati dal comandante Gianluca Mirabelli sentono in audizione protetta l’adolescente, che conferma in toto la sua versione dei fatti. A valle degli accertamenti investigativi di piazza Beccaria, i pm inoltrano al gip una richiesta di misura cautelare nei confronti del settantasettenne.
Ai domiciliari
Un’istanza accolta dal gip Tommaso Perna, che dispone gli arresti domiciliari per l’anziano fotografo: la vittima e il presunto aggressore non vivono nello stesso stabile, bensì all’interno di un complesso condominiale con più edifici e diversi cancelli d’accesso.
Così venerdì scorso i ghisa si presentano a casa del pensionato, in un palazzo che si trova nella periferia ovest della città, e gli notificano il provvedimento restrittivo, motivato dai gravi indizi di colpevolezza e quasi certamente dal rischio di reiterazione del reato con le stesse modalità. Stando a quanto risulta al Giorno, l’indagato avrebbe ammesso in lacrime le sue responsabilità durante l’interrogatorio di garanzia, mostrandosi pentito per quanto successo.
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