Alex de Minaur porta a casa una battaglia da quasi tre ore con Quentin Halys, in cui al francese non sono bastati set e break di vantaggio. Anche il numero 10 del mondo spreca qualche occasione, nello specifico quattro match point sul 5-4 del terzo parziale, prima di subire il controbreak. Tuttavia, è bravo a resettare a a chiudere per 3-6 7-6(5) 7-5. Ora se la vedrà con Andrey Rublev. Non è passata inosservata la presenza di Lleyton Hewitt nell’angolo dell’australiano.
Nella consueta conferenza stampa post partita, De Minaur parla proprio dell’ex numero 1 del mondo e di come sia riuscito a ribaltare l’inerzia della sfida, contro un Halys in grande spolvero. In più, si sofferma su quanto avere accanto Katie Boulter, diventata sua moglie quest’estate, sia una fortuna per la sua vita privata e per la sua carriera.
D: Hai parlato dell’aspetto mentale del gioco. Come fai a mettere da parte qualsiasi pensiero positivo, qualsiasi potenziale pensiero negativo, quando ti trovi in una situazione cruciale come questa? Tipo: “Oddio, devo farcela, altrimenti…”
ALEX DE MINAUR: “Tutto si riduce a cercare di fare un passo indietro e provare a non avere la mente piena di emozioni. Alla fine, le emozioni possono dettare le tue azioni. E a volte quelle non sono le azioni giuste. Se riesci a prenderti un momento e a fare un paio di respiri profondi, a guardare davvero ciò che devi fare con la mente calma, la risposta diventa un po’ più chiara.
In quella fase, per me, dovevo cercare di essere aggressivo, perché lui stava dettando molto bene il gioco. Non sbagliava praticamente mai. Quindi dovevo avere fiducia in me stesso e provare a prendermi qualche rischio in più, anche se ero con le spalle al muro. Alla fine, a volte riesci a eseguire quello che hai in mente; altre volte no. Oggi ci sono riuscito. E ne sono contento”
D: Alcuni atleti dicono che non bisognerebbe frequentare una persona che pratica lo stesso sport. Altri invece dicono che è persino meglio, perché l’altra persona capisce quello che vivi. In che modo questo ti aiuta concretamente a diventare un giocatore migliore?
ALEX DE MINAUR: “Come hai detto tu, pratichiamo entrambi lo stesso sport e viviamo la stessa vita. Ci capiamo a vicenda. Possiamo entrambi parlare con l’altro di cose molto personali che proviamo nell’ambito di questo sport. So che lei sarà sempre dalla mia parte. E io ci sarò sempre per lei. È una cosa che è stata molto importante.
In più, viviamo la nostra vita anche fuori dal campo. Ci siamo impegnati molto per fare del nostro meglio e assicurarci di essere pronti quando siamo in modalità torneo, quando andiamo in campo. Appena usciamo dal campo, possiamo staccare, che sia esplorando, che sia cercando di vivere come persone normali. È stato un ottimo equilibrio per entrambe le nostre carriere nel tennis”
D: Lleyton Hewitt è più che altro in veste di osservatore, oppure è entrato a far parte del team in modo più ufficiale?
ALEX DE MINAUR: “Mi darà una mano per le prossime due settimane. È una persona che è sempre stata al mio fianco e che ha fatto tantissimo per me. È fantastico averlo qui ad aiutarmi. Non vedo l’ora di vedere cosa ci aspetta”
D: Il fatto che tu possa interagire molto di più con il tuo team di allenatori e che Katie fosse lì seduta — essendo anche lei una giocatrice professionista — ti capita mai che ti urli indicazioni tattiche oppure preferisce non intervenire su questo?
ALEX DE MINAUR: “Nel tennis molte cose dipendono dai momenti, da come affronti ogni singolo punto. A volte non si tratta dell’aspetto tattico, ma di cercare di giocare libero, di andare sulla palla, di essere positivo. Sono queste le cose che lei mi fa notare.
È fantastico. E io faccio la stessa cosa per lei. Avere una voce diversa è sempre positivo. E avere la panchina così vicina ti permette sicuramente di avere delle belle interazioni. Prima che lui servisse per chiudere il match, gli ho detto, in pratica, che se non fossi riuscito a fare il break in quel momento, sarei stato nei guai, quindi… «Proviamo a fare il break». Per fortuna quello è stato un grande cambio di inerzia e un game decisivo”
D: Ora sei a cinque vittorie consecutive, non perdi dallo US Open. Il momento positivo che stai costruendo ti ha aiutato nei momenti più delicati di oggi?
ALEX DE MINAUR: “Sì, sicuramente. Quando ero sotto di un set e lui stava servendo per il match, ho ripensato alla mia prestazione alla Laver Cup. Mi è sembrato un po’ di rivivere qualcosa che avevo già fatto. E allora, perché non farlo di nuovo, no? Le partite e la fiducia che ho acquisito mi stanno aiutando in queste situazioni così tirate. Alla fine, è una questione di mentalità. Per molto tempo non sembrava andare bene, ma questo non mi ha condizionato. Ero pronto a giocarmela. Ero pronto a dare tutto. Qualunque cosa fosse successa, fino a quando non fosse stato giocato l’ultimo punto, avrei continuato a lottare. È questo ciò che mi rappresenta”