ATP Tokyo: Alcaraz rimonta Munar, prima finale da Montecarlo. “Non so perchè questa fatica…”

[1] C. Alcaraz b. [Q] J. Munar 5-7 6-3 6-1

Carlos Alcaraz torna in finale dopo quasi sei mesi, da quella finale di Monte Carlo che è stato anche l’ultimo incontro con Jannik Sinner. Il numero 3 del mondo supera Jaume Munar per 5-7 6-3 6-1, in due ore e 33 minuti, e si guadagna la possibilità di difendere il titolo dell’ATP 500 di Tokyo. Non arrivava all’ultimo atto di un torneo da Montecarlo: nel mezzo, l’infortunio al polso e la lunga assenza interrotta soltanto allo US Open.

Per il murciano sarà la 36ª finale della carriera, da giocare martedì con il vincente della semifinale tra Valentin Vacherot e Jiri Lehecka. Prima, però, ha dovuto rimettere in ordine una partita complicata da un improvviso passaggio a vuoto: avanti 5-3 nel primo set, ha perso quattro giochi consecutivi, lasciando al connazionale un parziale che sembrava avviato nella direzione opposta.

Primo set: Alcaraz si ferma sul 5-3, Munar ne approfitta

L’equilibrio si rompe nel settimo game, quando Alcaraz toglie il servizio a Munar e poi conferma il vantaggio per il 5-3. Il qualificato maiorchino tiene la battuta ai vantaggi nel nono gioco e da quel momento il numero 1 del seeding non raccoglie più un punto fino alla fine del set.

Munar vince gli ultimi 14 punti del parziale, recupera il break, passa avanti e strappa nuovamente il servizio ad Alcaraz: gli ultimi tre game si chiudono tutti a zero. A completare il 7-5 arrivano due doppi falli consecutivi del murciano, che concentra nel primo set tutti e quattro quelli commessi nell’incontro. Al cambio di campo rimane seduto, con lo sguardo rivolto al proprio angolo.

“Non so cosa mi stia succedendo ultimamente nei primi set, sto facendo fatica”, dirà al termine della partita. Il problema, stavolta, è soprattutto quel finale: dal controllo del punteggio a un set da recuperare nel giro di pochi minuti.

Secondo set: tre break in apertura, poi Alcaraz prende margine

La reazione arriva subito, ma non è ancora lineare. I primi tre giochi sono altrettanti break: Alcaraz va avanti, restituisce il vantaggio e lo riprende. Sul 2-1 deve poi annullare una palla del controbreak prima di riuscire a tenere il servizio e salire 3-1.

È un passaggio importante, perché Munar continua a tenere aperta la partita e Alcaraz deve ancora trovare continuità. La prima di servizio gli offre un sostegno maggiore: nel parziale ne ricava il 77% dei punti. Il maiorchino rimane in scia fino al 4-3, poi il campione in carica tiene la battuta e trova il terzo break del set, chiudendo 6-3.

“Nel secondo set ho cercato di giocare bene soprattutto i primi game, e una volta presa fiducia sono stato più aggressivo”, spiega Alcaraz. “Ho cercato di spingere su ogni colpo, di metterlo continuamente in difficoltà e questa è stata la chiave”.

Terzo set: Munar cede, Alcaraz chiude 6-1

Il terzo parziale ha un andamento diverso. Alcaraz tiene tutti e quattro i turni di battuta e conquista due break, mentre Munar, arrivato in semifinale dalle qualificazioni, non riesce più a contrastarne la progressione. Il murciano vince il 94% dei punti con la prima e concede un solo gioco.

Dal 4-3 del secondo set, Alcaraz fa suoi otto degli ultimi nove game e completa la rimonta con sei palle break trasformate su dieci. Restano le discontinuità, ma a Tokyo arriva la prima finale dal rientro e questo non può che rappresentare un altro passaggio nel recupero del suo tennis e dei risultati che gli appartengono.