dal nostro inviato a Vienna
Si aprono le danze al torneo ATP 500 di Vienna e in questa prima giornata Alcaraz si fa vedere in sala stampa, per una conferenza stampa di avvio torneo nella quale lo spagnolo racconta le sue sensazioni e la scelta di giocare a Vienna.
DOMANDA: Carlitos, quando sei venuto qui avevi 18 anni e avevi vinto un solo titolo. Adesso sei uno dei volti del tennis. Ti capita di sorprenderti pensando a tutto quello che hai già raggiunto alla tua età?
ALCARAZ: Sì. Ora che lo dici, cinque anni possono sembrare pochi, ma per me è stato un lungo percorso. Dalla prima volta che sono venuto qui a oggi ho ottenuto grandi risultati, dei quali sono davvero orgoglioso. Ma mi sento lo stesso ragazzo: ho la stessa ambizione, gli stessi sogni e continuo a divertirmi ogni volta che scendo in campo. A volte è difficile fermarsi a pensarci, ripercorrere tutta la strada fatta e tutti i tornei che ho giocato. È una specie di corsa continua: giochi e non ti rendi conto di tutto quello che succede. Adesso che me lo fai notare, sì, è straordinario. Ma non mi fermo mai a pensarci o a parlarne.
DOMANDA: Carlos, l’anno scorso affrontavi Jannik praticamente ogni settimana e miglioravate entrambi quasi a ogni partita. Quest’anno hai giocato una volta contro di lui, una volta contro Sascha e una volta contro Novak. Ti mancano questi confronti per raggiungere il tuo massimo livello?
ALCARAZ: Assolutamente. Ogni giorno rappresenta un’occasione importante per migliorare. Cerco di imparare in ogni allenamento e in ogni partita, ma il modo in cui i migliori giocatori ti spingono a crescere è diverso. Quando giochi queste partite, capisci su cosa devi lavorare quando torni sul campo di allenamento. Mi manca disputare questo tipo di incontri e mi manca anche guardarli. Penso che la prossima volta che li affronterò sarà molto importante per me. Ho voglia di continuare a giocare e a competere.
DOMANDA: Sascha (Zverev) finirà l’anno al numero 1 del mondo, puoi dirci le tue impressioni?
ALCARAZ: Penso che sia meritato. Perché il tennis non consiste soltanto nello scendere in campo e giocare, cercando di esprimersi al meglio. Non conta soltanto chi gioca meglio quel giorno: conta la continuità che riesci ad avere durante tutto l’anno. Alcuni giocatori sono in grado di esprimere un buon livello di gioco, altri hanno una grande condizione fisica. Sascha ha espresso entrambi, un grande livello e una grande condizione fisica. Riesce a giocare per tutta la stagione, raggiungendo finali settimana dopo settimana, senza infortunarsi e sopportando la fatica, continuando a vincere per tutto l’anno, ha meritato senz’altro. Sono davvero felice per lui, perché so quanto sia stato difficile raggiungere quel traguardo.
DOMANDA: Carlos, Erwig Straka (il direttore del torneo di Vienna) ci ha raccontato come si è arrivati alla tua partecipazione a Vienna. Come hai vissuto questo percorso? Come hai preso la decisione di dire: «Sì, voglio tornare a giocare qui»?
ALCARAZ: Quest’anno non ho giocato molto e ho bisogno di competere, ho bisogno di tornei. Sono contento di come sto giocando e del mio livello attuale, ma sento che mi manca ancora qualcosa per tornare al livello migliore. Venire qua e competere con questi ragazzi è quello che mi serve per ritrovare il ritmo, per recuperarlo poco alla volta. Avevo trascorso alcune settimane senza gareggiare e io e il mio team abbiamo pensato che giocare qui a Vienna questa settimana sarebbe stata un’ottima opportunità. C’è un tabellone di altissimo livello, con grandi giocatori. Credo che mi sarà utile questa settimana e non vedo l’ora di continuare a migliorare. arà davvero dura. Direi che è uno dei tornei più difficili a livello 500. Il livello è altissimo e dovrò esprimere il mio miglior tennis se vorrò andare avanti. Sono entusiasta e non vedo l’ora di giocare per capire a che punto sono. Insomma, sono davvero felice di essere tornato qui: non giocavo a Vienna dal 2021. Sarà una settimana molto interessante per me.
DOMANDA: Siamo felici di vederti giocare qui a Vienna, ma l’Austria è un po’ meno felice all’idea che tra qualche giorno giocherai contro di noi: abbiamo appena saputo che sei stato convocato in Davis Cup contro l’Austria.
ALCARAZ: Sì, certamente. La Davis è un obiettivo molto importante per me. Quest’anno abbiamo un’ottima squadra e credo che avremo buone possibilità. Ci sarò e cercherò di aiutare la squadra. Vedremo come andrà.
DOMANDA: Carlos, tu sei un appassionato di calcio. Questa sera scopriremo chi vincerà il Pallone d’Oro: hai un favorito? E una seconda domanda: ti stai facendo crescere i baffi?
ALCARAZ: Per quanto riguarda la prima domanda, direi che se lo giocano tre calciatori (tre bestie nelle parole di Alcaraz): Mbappe, Harry Kane e Lamine Yamal. Credo che sarà una scelta molto difficile. Non ho un favorito, tutti quei giocatori lo meritano. Quanto ai baffi, sono qui per restare! Almeno per qualche altra settimana ancora.
DOMANDA: Carlos, quest’anno sei stato lontano dal circuito a causa dell’infortunio e al tennis sei mancato. Come vivi il tuo ruolo di modello per questo sport? Senti talvolta la pressione di dover giocare bene e vincere tornei, proprio per il giocatore che sei?
ALCARAZ: Credo che la cosa migliore che possa fare come modello riguardi soprattutto il mio comportamento, dentro e fuori dal campo. Non si tratta soltanto di vincere partite e tornei, ma di come mi presento in campo, di come lotto e di quanto amo questo sport. Penso che sia questo l’aspetto importante. Sono rimasto lontano dalle competizioni per cinque mesi. Il modo in cui mi sono comportato, cercando di recuperare il più rapidamente possibile, e il modo in cui ho affrontato mentalmente l’infortunio: credo che siano queste le cose che contano. Non sento affatto pressione, perché mi comporto semplicemente per come sono, dentro e fuori dal campo. Sono davvero felice che i bambini e tante altre persone mi vedano come un modello. Continuerò a fare quello che sto facendo, perché questo è il mio modo di essere.
*** Siccome il punto è interessante (quello dei retroscena della partecipazione di Alcaraz a Vienna), riportiamo anche alcuni articoli della stampa austriaco, che ha avuto un accesso privilegiato nel contattare il direttore del torneo Herwig Straka.
Il retroscena: Alcaraz a Vienna: un accordo sulla parola in due ore
Il direttore del torneo austriaco ha raccontato i retroscena dell’operazione in una serie di interviste rilasciate alla televisione pubblica ORF e al quotidiano Die Presse.
Un’occasione preparata da tempo
Secondo Straka, l’arrivo di Alcaraz a Vienna non è stato completamente fortuito. Il dirigente austriaco aveva incontrato personalmente lo spagnolo durante il torneo di Tokyo, cogliendo l’occasione per tornare a parlargli della manifestazione viennese e delle attrattive della città. Il vero elemento decisivo, tuttavia, è stato il rinvio del Six Kings Slam, la ricca esibizione prevista in Arabia Saudita nella settimana precedente agli Erste Bank Open. Nell’intervista a Die Presse, Straka ha spiegato che il 14 ottobre, quando è diventato pubblico il rinvio della manifestazione saudita a fine dicembre, Straka ha reagito immediatamente telefonando al manager di Alcaraz, che gli ha chiesto di formulare una proposta economica. L’offerta è stata preparata e lo spagnolo ha accettato poco dopo. Nel giro di appena due ore, l’accordo era concluso.
Un accordo sulla parola
Straka ha descritto l’intesa come una sorta di accordo sulla parola, reso possibile dalla conoscenza reciproca e dai rapporti di fiducia instaurati nel corso degli anni con l’entourage dello spagnolo. Il direttore del torneo ha sottolineato come le relazioni personali continuino ad avere un peso determinante nel circuito, soprattutto quando si tratta di operazioni da concludere in tempi molto stretti. L’organizzazione ha dovuto adeguarsi immediatamente anche sul piano logistico, riservando otto camere in un albergo viennese per Alcaraz e il suo staff.
Inoltre, anche sulla base delle parole di Alcaraz in conferenza stampa, ha sicuramente avuto un peso il fatto che il parterre di partecipanti a Vienna era più nobile rispetto a quello del contemporaneo torneo di Basilea. Siccome per Carlitos la priorità non sono i punti, ma confrontarsi con i migliori, la scelta di Vienna è stata la più logica.
Infine, tornando agli aspetti economici, uno dei passaggi più interessanti riguarda le condizioni economiche dell’operazione. Straka non ha voluto rivelare il compenso concordato con Alcaraz, ma ha chiarito che lo spagnolo e Jannik Sinner appartengono ormai a una categoria a parte per quanto riguarda le richieste economiche. Il direttore austriaco ha osservato che, dopo la conclusione dell’epoca dominata da Federer, Nadal e Djokovic, gli organizzatori si aspettavano una progressiva riduzione dei compensi richiesti dalle grandi stelle. È accaduto esattamente il contrario: Sinner e Alcaraz hanno rapidamente raggiunto livelli analoghi a quelli dei loro predecessori, contribuendo inoltre a innalzare le aspettative economiche degli altri giocatori.
Nel caso specifico di Vienna, tuttavia, Straka ha beneficiato di una circostanza favorevole: Alcaraz è costato meno di quanto sarebbe costato un ingaggio concordato con largo anticipo. Il meccanismo, spiega il direttore, è legato al valore commerciale della presenza di una superstar. Quanto prima viene annunciata la partecipazione di un giocatore, tanto più a lungo il torneo può utilizzare il suo nome nelle campagne pubblicitarie e nella vendita dei biglietti. Un ingaggio concluso a ridosso dell’evento ha inevitabilmente un valore promozionale inferiore. Straka ha inoltre rivelato che il torneo sostiene complessivamente circa 4,5 milioni di euro di spese destinate ai giocatori, senza tuttavia specificare quale quota sia riconducibile ad Alcaraz.
Perché investire su Alcaraz con il torneo già esaurito?
Straka ha riconosciuto un apparente paradosso: gli Erste Bank Open avevano già sostanzialmente esaurito i biglietti prima dell’annuncio di Alcaraz. Da un punto di vista strettamente commerciale e immediato, dunque, spendere ulteriori risorse per ingaggiare lo spagnolo poteva sembrare poco razionale. Ma la strategia del direttore guarda oltre gli incassi di una singola edizione. L’obiettivo è rafforzare il marchio del torneo e consolidare presso il pubblico l’aspettativa di assistere, ogni anno e fin dai primi turni, a incontri di altissimo livello. Disporre di un tabellone particolarmente ricco permette inoltre di ridurre il rischio sportivo e commerciale rappresentato dall’eliminazione prematura di un singolo campione.
In questa prospettiva, Alcaraz non è soltanto un’attrazione capace di richiamare il pubblico, ma un investimento sulla reputazione internazionale dell’evento.
Il retroscena Djokovic: Vienna aveva un’altra superstar nel mirino
La trattativa con Alcaraz si intreccia con un altro retroscena rivelato da Straka: Novak Djokovic era stato concretamente vicino a partecipare al torneo di Vienna. I contatti con il serbo erano iniziati da tempo ed erano proseguiti anche durante gli US Open. Djokovic, tuttavia, aveva manifestato incertezze sulla propria programmazione autunnale, soprattutto a causa dei problemi fisici accusati durante lo Slam americano. La decisione era stata rinviata più volte, finché si era improvvisamente presentata l’occasione di ingaggiare Alcaraz. A quel punto Straka ha dovuto effettuare una scelta. Sostenere contemporaneamente i compensi di Djokovic e dello spagnolo sarebbe stato economicamente insostenibile per un torneo delle dimensioni di Vienna. L’organizzazione ha quindi deciso di privilegiare Alcaraz, senza escludere la possibilità di tornare a trattare con Djokovic per una futura edizione.
L’ambizione finale: trasformare Vienna in un Masters 1000
Il colpo Alcaraz si inserisce in una strategia più ampia, che Straka ha illustrato soprattutto nell’intervista a Die Presse. Il direttore ritiene che gli Erste Bank Open abbiano ormai raggiunto un livello superiore a quello normalmente associato a un ATP 500, grazie alla qualità del tabellone e alla capacità di attrarre alcuni dei migliori giocatori del mondo. Il suo obiettivo di lungo periodo è trasformare Vienna in un torneo Masters 1000.
Per farlo, tuttavia, servirebbero due condizioni fondamentali: una licenza della categoria superiore e una nuova arena moderna, più capiente e adeguata alle esigenze di un grande evento internazionale.
La Wiener Stadthalle, pur apprezzata per la sua atmosfera e per il rapporto consolidato con il pubblico, presenta ormai limiti strutturali ed economici. Straka ha osservato che persino con il tutto esaurito i margini finanziari del torneo rimangono contenuti. Da qui la richiesta di rilanciare il progetto di una nuova arena polifunzionale, sul modello delle strutture presenti a Berlino o Praga, che possa assicurare al torneo prospettive di crescita nel lungo periodo.