Le indagini proseguono con l’analisi approfondita dei dispositivi dell’ex editore, che nei giorni scorsi ha ammesso di essere il mandante dell’attacco al giornalista me ha negato che dietro ci fosse un progetto politico per arrivare a Palazzo Chigi. Dopo che il gip ha respinto la richiesta dei domiciliari, i legali di Lavitola potrebbero proporre un altro ricorso al Riesame, chiedendo un nuovo interrogatorio
ascolta articolo
Sceglici su:
Analisi più approfondite su pc e cellulare di Valter Lavitola per alcune settimane e una convocazione di Sigfrido Ranucci in Procura, come persona informata sui fatti, forse a settembre: sono le due nuove fasi che si aprono ora nell'inchiesta che riguarda l'attentato contro il giornalista. E nei prossimi giorni la Procura chiederà l'estradizione del factotum di Lavitola, il cittadino camerunese Gomes Tavares, attualmente latitante, che avrebbe avuto il ruolo di mediatore nell'azione dinamitarda. Gomes, in un'intervista al Tg1, ha detto di essere pronto a tornare "prestissimo" nonostante l'ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti: "Dicono che all'aeroporto mi prendono però io sono testardo. E voglio tornare".
I punti da chiarire
Lavitola, che ha ammesso di essere il mandante dell'attentato e ha detto di aver organizzato tutto per innalzare la scorta all'amico, resta invece in carcere, ma sulla vicenda ci sono ancora molti aspetti da chiarire. Il 60enne ha escluso che il movente sia legato al suo progetto politico su Ranucci, alla sua ambizione di portarlo in pochi anni a Palazzo Chigi e ritagliarsi per sé un ruolo da spin doctor. Nelle ultime ore da fonti dei legali è spuntata una frase, già smentita dalla Procura di Roma, secondo cui Lavitola avrebbe detto di non escludere che Ranucci sapesse del suo piano. Ci si interroga quindi se l'ex faccendiere stia costruendo una nuova strategia difensiva che possa alleggerire la sua posizione. Ma l'atteggiamento del giornalista anche in queste ore non cambia di una virgola e la convinzione che dietro quell'attentato ci fosse il suo amico, per Ranucci sarebbe maturata solo man mano che le indagini degli inquirenti disvelavano il castello accusatorio.
Leggi anche
Attentato a Ranucci, dubbi sulle dichiarazioni di Lavitola al gip
L’ipotesi di un nuovo interrogatorio
Fonti interne al carcere di Rebibbia raccontano che Lavitola è apparentemente sereno, silenzioso e spende la maggior parte del suo tempo steso sulla branda all'interno della sua cella. Mercoledì scorso il gip ha respinto la richiesta dei domiciliari avanzata dal suo difensore al termine dell'interrogatorio di garanzia, ma i legali potrebbero proporre un altro ricorso al Riesame, chiedendo un nuovo interrogatorio.
Gli esecutori materiali dell’attentato
Intanto gli avvocati della banda degli esecutori dell'attentato del 16 ottobre del 2025 - che nella mente di Lavitola doveva essere "puramente dimostrativo" e secondo le sue parole commissionato con "diverse modalità" tra cui l'esplosione di colpi di pistola verso il muro - hanno incontrato i loro assistiti in carcere e dall'inizio della settimana prossima depositeranno per loro una richiesta di interrogatorio ai pm della direzione distrettuale antimafia.