«Autobus strapieni, studenti minorenni lasciati in strada»: l'allarme dei genitori. E scatta la petizione online

PORDENONE - «Vorrei segnalare il grave disagio che stanno vivendo molti studenti sulla tratta degli autobus Pordenone-Sacile e ritorno. Dall’inizio della scuola i mezzi sono talmente pieni che i ragazzi viaggiano stipati nei corridoi e persino sulle scale. In più occasioni alcuni di loro non sono riusciti a salire e sono stati costretti ad aspettare la corsa successiva. Non possiamo pagare un abbonamento per un servizio che, di fatto, non viene garantito».
A lanciare l’allarme-bus strapieni, la mamma di uno studente di un istituto pordenonese. In un post pubblicato sul gruppo Facebook “Sei di Pordenone se”, la residente lamenta mezzi pubblici affollati e alunni che restano a piedi. Con un’attenzione particolare alla tratta Pordenone-Sacile. Tutto questo a pochi giorni dal rientro a scuola. Aggiunge la mamma: «Non è nemmeno accettabile che studenti minorenni rimangano a terra, debbano aspettare a lungo alle fermate o viaggino sulle scale in condizioni di evidente insicurezza. Ho già presentato un reclamo ufficiale a Tpl Fvg». L’utente conclude il post invitando gli altri genitori a firmare la petizione lanciata su Change.org per chiedere corse aggiuntive all’azienda di trasporto pubblico.

I genitori

Immediati i commenti di mamme e papà. «Mia figlia - scrive un cittadino - dall’inizio della scuola non è mai riuscita a tornare a casa. Oggi (ieri, ndr) hanno messo un autobus di rinforzo da Sacile per Pordenone». E ancora: «A Sacile mia figlia non è stata fatta salire, in quanto troppo pieno l’autobus. Sono due giorni che vado a prenderla io. Ma effettivamente, se paghiamo l’abbonamento». E c’è chi sottolinea la mancanza di corse all’uscita di scuola: «Perché se all’andata esiste una corriera diretta al ritorno se ne devono cambiare tre? Un’ora e mezzo per arrivare a casa mi sembra un po’ lunga». Nella petizione si parla anche di Udine, dove l’introduzione della settimana corta in sette scuole avrebbe fatto emergere delle criticità. Ma i genitori pordenonesi rincarano la dose: «Non solo Udine, stesso disagio a Pordenone, San Vito e Brugnera».
E infine c’è chi ha difficoltà anche con l’abbonamento: «Stiamo provando da una settimana a fare richiesta, ma il sistema è bloccato. Questa mattina (ieri) ci siamo recati nella sede Tpl di Pordenone senza risolvere niente. Stiamo pagando i biglietti per la tratta».
Tra i commenti, anche il messaggio di un ex autista che sottolinea i pericoli nel viaggiare “stipati”: «La presenza di passeggeri ammassati sui gradini delle scale e nei pianerottoli d’ingresso rappresenta una grave violazione delle norme. Che comporta il rischio di apertura accidentale delle porte e la caduta di persone in strada».

Le scuole

Anche le scuole iniziano a registrare le prime criticità. All’Isis Zanussi, guidato dalla dirigente Lidia Filipetto, si segnalano problemi con la linea urbana che proviene dal quartiere di Vallenoncello. Diverse segnalazioni anche all’Iis Flora e all’Isis Mattiussi-Pertini. Per ora all’Itst Kennedy, guidato dal dirigente Piervicenzo Di Terlizzi, non sono state rilevate criticità. Ma gli studenti del tecnico cittadino sono tornati tra i banchi tre giorni fa, sarà oggi con la pioggia il vero banco di prova.
Sull’allarme ritardi è intervenuta anche la Flc Cgil di Pordenone. «Quanto accaduto - afferma la segretaria provinciale Stefania Iaione - deve essere affrontato non come un semplice disagio dei primi giorni, ma come un problema di organizzazione che coinvolge il diritto allo studio. L’avvio dell’anno scolastico, le modifiche alla viabilità e i cantieri sono eventi in larga parte programmabili: proprio per questo è necessario che enti locali, aziende di trasporto e istituzioni scolastiche rafforzino il coordinamento e la comunicazione preventiva. Non possiamo chiedere agli studenti e alle loro famiglie di farsi carico delle conseguenze di una programmazione insufficiente».