Avviso ai naviganti: la misura è colma e l'umore degli italiani pessimo

Daniele Capezzone

18 luglio 2026

  • a
  • a
  • a

Forse non è chiaro, perché l’estate tende ad anestetizzarci, e un po’ tutti abbiamo una gran voglia di fare un bagno al mare o una passeggiata in montagna. Ma c’è una cosa che non passa: ed è l’umore non buono degli italiani quando hanno la sensazione di stare subendo un’ingiustizia, calcisticamente parlando direi un arbitraggio sleale e fazioso.
Cominciamo a sommare diverse cose: ieri è scattato l’arresto per Mario Roggero, e tutti lo vediamo e lo percepiamo come un nostro parente, come un papà o un nonno vittima di una clamorosa ingiustizia. Non perdete tempo con il balletto delle dichiarazioni politiche e concentratevi su voi stessi, su noi stessi: più guardiamo Roggero, più lo ascoltiamo, e più scatta un effetto-specchio, una sensazione di identificazione. «Roggero» poteva essere ognuno di noi, e ognuno di noi poteva diventare «Roggero», nel doppio senso del rapinato prima e dell’aggredito dalla giustizia dopo.


Dopo di che, cambiando versante, c’è un Sigfrido Ranucci che continua a imperversare e a straparlare, e un signor Lavitola che – nonostante forti sospetti di inquinamento delle prove e perfino un rischio di fuga all’estero – non è al momento oggetto di misure cautelari. Qui, essendo garantisti, potremmo anche compiacercene, però la cosa è curiosa: Mario Adinolfi è rinchiuso ai domiciliari privato pure del telefono, mentre Lavitola si fa uno spaghettino alle vongole intrattenendo i giornalisti.


Intanto (terza istantanea) Giuseppe Conte non si è ancora dimesso dalla Commissione Covid, dalla quale dovrà essere audito ad agosto, ma circola voce che l’audizione avverrà in forma «libera». Eh no signori: dovrebbe avvenire con modalità di testimonianza formale, con le conseguenti responsabilità penali in caso di mancato concorso alla ricostruzione della piena verità dei fatti. Non scherzate con la pazienza degli italiani, perché la misura è colma.