"Si invitano tutti gli organi di
stampa, dalle testate giornalistiche tradizionali a quelle
online, ad assumere, rispetto alla vicenda, un contegno, anche
deontologico, consono e rispettoso degli interessi dei minori,
dell'intero nucleo familiare, ma anche dei professionisti che,
ad oggi, sono sottoposti a un'ingiustificata e violenta gogna
mediatica". Lo afferma in una nota il Comune di Lanciano a
proposito della vicenda del provvedimento di allontanamento da
casa dei tre figli di Pietro Loffredo - il padre di Fortuna, la
bambina uccisa a Caivano, nel Napoletano, nel 2014, dopo una
storia di abusi - e della compagna Giovanna, residenti in
contrada Iconicella.
"A tutela dell'integrità e della professionalità del proprio
personale, tenuto al segreto d'ufficio e, pertanto,
impossibilitato a difendersi dalle accuse arbitrariamente e
ingiustamente mosse - annuncia il Comune - ci si riserva di
valutare le più opportune azioni giudiziarie contro iniziative
diffamatorie o ingiustificate campagne d'odio che risultano
inaccettabili e censurabili".
"L'assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Lanciano,
a fronte della diffusione di informazioni lacunose, parziali e
non corrispondenti al vero relative all'intervento del Servizio
Tutela minori del Comune di Lanciano del 17.9.2026 ex art. 403
c.c. - si legge ancora - rinnova il pieno sostegno al personale
coinvolto e all'intero Servizio, rilevando la necessità di un
approccio ai fatti ispirato alla tutela degli interessi e alla
privacy dei bambini interessati dall'intervento, nonché al
rispetto delle istituzioni coinvolte nella gestione della
vicenda giudiziaria. Istituzioni che hanno operato nella
legalità e nel perseguimento del supremo interesse dei minori,
con la consapevolezza della gravosità e della delicatezza
dell'intervento, nonché dell'impatto sull'intero nucleo
familiare al quale è stata dimostrata immediata, fattiva e
costante vicinanza per rimuovere le condizioni che hanno
determinato l'allontanamento".
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