Di nuovo una minicar nera lucida, di nuovo una denuncia per un'aggressione avvenuta non molto lontano da quelle del 4 e 5 ottobre tra Monteverde vecchio e Testaccio, a Roma. A denunciare l'accaduto un 14enne che, la scorsa domenica, a pochi passi da Ponte Marconi, è stato avvicinato da due ragazzi a bordo di una macchinetta. I due, secondo il racconto del giovane ai carabinieri, gli hanno urlato contro e poi lo hanno inseguito.
Non è ancora chiaro se si tratti dei due ricercati per i sei blitz della scorsa settimana, nei quali è rimasto ferito l'attore Davide Iacopini, ancora in gravi condizioni all'ospedale San Camillo, o di emulazione.
E mentre sono in corso verifiche sulla denuncia di furto di una macchinetta uguale a quella delle aggressioni, l'avvocato a cui è intestata l'auto, padre di due ragazzi, avrebbe riferito a una giornalista del programma Mediaset "Verità nascoste" - le sue parole non sono state mandate in onda - che le chiavi le teneva lui, a causa di un piccolo incidente avuto poco prima, quindi i ragazzi non potevano usare la macchinetta senza che lui lo sapesse. E avrebbe anche spiegato il motivo della denuncia presentata il 7 per un furto avvenuto presumibilmente due giorni prima: non aveva fatto caso alla scomparsa della microcar perché non veniva utilizzata tutti i giorni.
Il racconto
Quella che potrebbe essere la settima aggressione della "banda della minicar", si è consumata intorno alle 19.30 di domenica 11 ottobre. Il 14enne era appena sceso dalla metro a San Paolo quando, in via Temistocle Calzecchi Onesti, è stato avvicinato da una minicar lucida nera. «Uno di loro mi ha urlato: "Ao"», ha raccontato il ragazzo che, impaurito anche dalle aggressioni della settimana precedente, ha iniziato a correre. Nella fuga ha chiamato il papà, ha spiegato che si sentiva «pedinato» e si è rifugiato all'interno di un bar vicino. Raggiunto dal padre e dai carabinieri che nel frattempo erano stati allertati dall'uomo, ha raccontato i dettagli dell'accaduto e quel che riusciva a ricordare del mezzo: una minicar nera lucida, con due adesivi neri sul finestrino.
Per capire se si tratti della stessa macchinetta e degli stessi giovani responsabili della prima trance di aggressioni, i militari passano al setaccio le telecamere della zona. Mentre risposte iniziano ad arrivare dai primi quaranta occhi elettronici visionati nell'ambito dell'inchiesta per tentato omicidio, coordinata dal pm Ambrogio Cassiani.
Le immagini
Diversi frame potrebbero aiutare gli investigatori a risolvere il caso, grazie ad alcune immagini più nitide tra quelle acquisite e scandagliate anche dai Ris e dalla Scientifica. Intanto è stato ricostruito, sempre grazie agli occhi elettronici visionati da carabinieri e polizia locale, il percorso che la minicar ha fatto tra il 4 e il 5 ottobre. Le telecamere di una banca, non distante dal punto in cui è stato aggredito Iacopini, hanno ripreso il 42enne in monopatino, il 5 sera, seguito a distanza ravvicinata dalla vettura che, poco dopo, è tornata indietro a recuperare la scarpa persa nell'agguato. Circa 20 minuti prima era stata immortalata in via di San Pancrazio mentre seguiva una donna in bici, poi spinta contro le auto parcheggiate.
Tra un'aggressione e l'altra ha girato in un raggio di un chilometro a "caccia" di vittime, poi la sosta al bar, fino a trovare Iacopini che tornava a casa in monopattino.
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