Beppe Grillo e la battaglia con Conte: niente partito, ma guerra sul simbolo M5S

«Non ho il potere di fondare un nuovo partito». Così parlò, da Fedez, Beppe Grillo, l'uomo del vaffa-day, il creatore insieme a Gianroberto Casaleggio, del Movimento Cinque Stelle. Sospiro di sollievo, quindi, per Giuseppe Conte? "Ni", come si direbbe. Perchè se è vero che a campo Marzio, quartier generale di M5S, qualcuno temeva la discesa in campo diretta di Grillo è anche vero che il ri torno sulle scene dell'ex comico significa che ha dissotterrato l'ascia di guerra. Per fare cosa? Colpire Conte, ovviamente.

Il «reverendo Jones», «l'uomo che sussurra ai cavilli», quello che secondo Grillo ha stravolto M5S facendo diventare «un partito come tutti gli altri».

Non era questa l'idea di Grillo e Casaleggio, che - come ricorda l'ex anchorman tv - non si sono «mai candidati». Grillo se e come potrà farà campagna contro Conte e parallelamente porterà avanti la battaglia legale per avere il simbolo, magari per poi renderlo «compostabile», cioè portare M5S come conosciuto finora al macero. Del resto, quello che sbanco' le elezioni del 2013 prima e del 2018 (andando al governo, quando pero' Casaleggio non c'era già più) era tutto un altro Movimento: il limite dei due mandati, le riunioni in streaming, l'uno vale uno, il concetto che ogni cittadino potesse farsi deputato, sindaco, consigliere regionale.

Tutto andato in soffitta, passo dopo passo. La nuova fase si è aperta proprio con Conte, tirato fuori dal cilindro nel 2018 quando si faticava a formare un governo. Grillo, via via, è stato messo da parte. Quasi «cancellato», come dice lui. Ma la volontà del fondatore è quella di continuare a dare battaglia. Che poi la vinca, ovviamente, è tutto da dimostrare. Anche perchè Conte, in fatto di leggi e regolamenti, è uno che la sa lunga.

Ma cosa puo' fare realmente Grillo? Intanto il comico genovese è in attesa che venga fissata l'udienza per l'attribuzione del simbolo, dopo la causa da lui intentata. Alla base, la richiesta della titolarità del simbolo e del nome da lui creati nel 2009, e che - secondo Grillo e i suoi legali - appartiene all'associazione nata a Genova e che non ci sarebbe mai stato un passaggio legale, cioè una cessione dei diritti, all'associazione romana, seconda fase del Movimento, quando poi venne cambiato lo statuto. La fissazione di una data per la causa, pero', slitta sempre: inizialmente sembrava prevista a luglio, ora a data da destinarsi. E, nel frattempo, le elezioni si avvicinano. Conte e i suoi sono tranquilli: "Un'azione temeraria, non c'è alcun rischio". Ma di certo, anche se un eventuale nuovo partito di Conte non avrebbe il problema di raccogliere le firme alle elezioni (avendo una nutrita rappresentanza parlamentare), in ogni il non potere utilizzare il simbolo storico di M5S sarebbe un duro colpo, elettoralmente parlando. Grillo, intanto, va avanti. Sul suo blog (beppegrillo.it) campeggia ancora il banner "riprendiamoci le nostre battaglie", dove campeggiano le bandiere del Movimento Cinque Stelle dove vengono recuperati molti degli articoli scritti dallo stesso Beppe in questi anni.

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