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- Blitz dei collettivi studenteschi e del centro sociale Il Cantiere in via Sarpi contro “i business delle società immobiliari”
La protesta, in solidarietà con la vicenda Spin Time di Roma, è avvenuta davanti all’edificio in fase di riqualificazione nella zona di Chinatown

Fumogeni e slogan urlati al megafono durante il blitz avvenuto questo pomeriggio, venerdì 18 settembre

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Milano, 18 settembre 2026 – Blitz del centro sociale Il Cantiere di via Monte Rosa, oggi pomeriggio, davanti a un cantiere immobiliare di via Paolo Sarpi, nella zona di Chinatown, in solidarietà con la vicenda di Spin Time, a Roma, l’edificio della ex Inpdap occupato nel quartiere di Porta Maggiore, dal 2013, e sgomberato dopo il rogo divampato a luglio di quest’anno. E così, in segno di “solidarietà”, un presidio di protesta ha avuto come bersaglio ideale l’immobile in fase di riqualificazione che si trova all’angolo con via Bramante.
“Spin Time a Roma non è solo un edificio o uno spazio recuperato – spiegano i ragazzi e le ragazze del collettivo milanese – ma la dimostrazione concreta che un'alternativa all'abbandono e al profitto privato esiste. Per anni ha garantito un tetto a centinaia di persone, ha creato cultura accessibile e ha costruito una comunità meticcia, solidale e viva in un tessuto urbano che le istituzioni vorrebbero ridurre a soli grandi eventi, affitti brevi e centri commerciali”.

La protesta davanti all'immobile in ristrutturazione di via Sarpi
“Siamo venuti qui nella zona di Chinatown perché Investire Sgr, la proprietà che sta provando a sgomberare il palazzo di Spin Time a Roma, opera anche qui a Milano, allineata alle logiche di mercato. Non ci stupisce che abbiano rifiutato la proposta di acquisto da parte del Comune di Roma, perché non sono interessati a portare un contributo ai cittadini ma solo al profitto”.

Il lenzuolo affisso sulla facciata del palazzo in ristrutturazione
"Affitti fuori controllo”
“Come studenti conosciamo bene la piaga della speculazione edilizia. Lo vediamo tutti i giorni negli studentati privati a prezzi inavvicinabili, spacciati per soluzioni abitative quando sono solo frutto della speculazione. Lo vediamo negli affitti fuori controllo che espellono le famiglie, chi lavora e chi studia, trasformando il diritto allo studio e all'abitazione in un privilegio per pochi. E lo vediamo nella chiusura costante degli spazi aggregativi gratuiti, continuamente sostituiti da luoghi in cui si ha il diritto di stare solo se si consuma e si paga”.
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