Roma, 3 ottobre 2026 – Isee fino a 40mila euro e contributi per i libri di prima media, prima e terza superiore. Il bonus libri introdotto dalla legge di Bilancio 2026 viene rinviato al 2027 e cambia i requisiti. Il limite Isee sale dagli iniziali 30mila euro, mentre il sostegno viene circoscritto ad alcune classi. Per sapere quanto riceverà ciascuna famiglia e come presentare domanda bisognerà ancora attendere.
Le novità sono contenute nell’articolo 4 del decreto-legge 170 del 30 settembre 2026, entrato in vigore il 1° ottobre e ora all’esame del Parlamento per la conversione in legge.
Chi potrà ottenere il bonus libri
Il nuovo contributo è destinato ai nuclei familiari con Isee non superiore a 40mila euro, compresi quindi quelli che si trovano esattamente sulla soglia. Il requisito economico, però, dovrà accompagnarsi a quello scolastico: il sostegno riguarderà gli studenti iscritti alla prima media e alla prima o terza superiore.
La versione iniziale della misura faceva riferimento in generale alla scuola secondaria di secondo grado. Il decreto include adesso anche l’ingresso alle medie, ma circoscrive gli aiuti alle classi indicate. Restano dunque fuori da questo specifico bonus le altre annualità delle medie e delle superiori, oltre alla scuola primaria.
Quali spese saranno sostenute
Il contributo serve a sostenere l’acquisto dei libri scolastici, anche digitali, indicati nelle liste dei testi adottati dalle scuole. La norma mantiene inoltre una condizione. I nuclei familiari non devono avere già beneficiato di altre forme di sostegno per la stessa finalità. Anche questo aspetto dovrà essere considerato nelle procedure di accesso.
Quanto spetta e come si farà domanda
La dotazione resta di 20 milioni di euro all’anno, a partire dal 2027. L’importo riconosciuto ad ogni famiglia non è invece ancora definito. Anche fare domanda non è ancora possibile. Occorre attendere un decreto del ministro dell’Istruzione e del Merito, adottato di concerto con il ministro dell’Economia, che stabilirà le modalità di attuazione. Al momento non sono disponibili il calendario delle richieste, la procedura da utilizzare e le indicazioni sui documenti da presentare.
Cambia anche la gestione del fondo, che passa dal ministero dell’Interno al ministero dell’Istruzione e del Merito. Viene eliminato il precedente meccanismo di riparto delle risorse tra i Comuni. Le modalità concrete di erogazione saranno definite dalle nuove regole.
Che cosa succede agli aiuti del 2026
Il rinvio riguarda il nuovo bonus. Per il 2026, invece, il decreto Scuola aumenta di 21 milioni di euro le risorse per la fornitura gratuita o parzialmente gratuita dei libri di testo attraverso il sistema già esistente. Di questa somma, 20 milioni provengono dal fondo che avrebbe dovuto finanziare il nuovo contributo già quest’anno, mentre un altro milione viene aggiunto utilizzando l’accantonamento del ministero dell’Istruzione. Queste risorse seguiranno i criteri e le procedure già previsti per gli aiuti sui libri scolastici. La soglia Isee di 40mila euro riguarda invece il nuovo bonus dal 2027.
Valditara: “C’è un milione di euro in più”
Il rinvio al 2027 del bonus libri ha sollevato una serie di polemiche. Per questo è intervenuto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha risposto alle critiche delle opposizioni. “Non è vero che c’è stato un taglio sui fondi dei libri di testo. Anzi, a conti fatti, c’è un milione di euro in più”, ha dichiarato. “È vero che il bonus libri sarà attivo nel 2027, ma le risorse che erano state previste nel 2026 verranno comunque utilizzate quest'anno (insieme ad un milione aggiuntivo messo dal ministero, dunque in tutto 21 milioni) sempre per i libri di testo, incrementando il nostro fondo per le famiglie meno abbienti, che è arrivato alla cifra mai toccata prima di 160 milioni. Un aumento del 15%”. “Con il decreto scuola - ha spiegato Valditara - abbiamo migliorato il meccanismo del bonus libri, facendo in modo che il contributo arrivi direttamente alle famiglie e rendendolo più mirato in quanto riferito ai primi anni delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che sono gli anni in cui si concentra maggiormente la spesa per i libri, e innalzando anche il livello dell'Isee da 30 mila a 40 mila euro”. “Questa è la verità dei fatti facilmente verificabile. Il resto sono menzogne”, ha concluso.