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Il brasiliano ha 'difeso' l'intervento dell'IA, fattore che i piloti devono tenere sempre più in considerazione
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Pubblicato il 24 Luglio 2026 ore 08:00
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Formula IA
“Il fatto che le griglie di partenza siano decise da computer che funzionano bene o male non è un bel modo di correre”, ha detto Oscar Piastri in merito al fatto che le F1 2026, specialmente le power unit, sono dotate di software in grado di adattarsi e ‘imparare’ dove e come erogare potenza ed energia attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Il tema legato al ruolo dell’intelligenza artificiale in grado di analizzare e modellarsi in base agli input ricevuti dal pilota per quanto concerne appunto l’uso della componente elettrica delle power unit è ovviamente un argomento di grande dibattito. Diversi piloti hanno sottolineato che non è facile abituarsi al fatto che il comportamento della vettura cambi per dinamiche non legate al tradizionale consumo del carburante con conseguente alleggerimento o al degrado delle gomme.
Bortoleto ‘fuori dal coro’
Gabriel Bortoleto, a differenza di molti altri colleghi, ha invece sottolineato che ‘l’addestramento’ dell’intelligenza artificiale in questo campo è un ‘dovere’ della F1. La F1, del resto, è una categoria pionieristica nella quale vengono testate e sviluppate soluzioni all’avanguardia sfruttando il meglio che la tecnica e il genio umano mettono a disposizione.
“Siamo in Formula 1, stiamo sviluppando la tecnologia del futuro – le parole di Bortoleto – se non utilizziamo tutti gli strumenti a nostra disposizione nel mondo a nostro vantaggio, allora non so quale sia il senso della F1. Un tempo la gente si lamentava perché oggi i piloti hanno troppe cose da fare. Ora che ci sono sistemi che lo fanno al posto nostro, ci lamentiamo perché lo fanno al posto nostro. È bello che il software sia in grado di adattarsi e di capire quale e quanta energia stai impiegando durante il giro e come evolvere nei giri successivi”.