F1 | I piloti parleranno delle VSC per ghiaia dopo i casi del Belgio

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La gestione delle Virtual Safety Car sarà uno degli argomenti nella riunione tra i piloti a Budapest dopo gli eventi di Spa

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Pubblicato il 24 Luglio 2026 ore 08:00

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In Belgio la doppia Virtual Safety Car Belgio stava per spingere la Ferrari e Charles Leclerc a un’altra vittoria, ma c’è anche chi ne è stato penalizzato. Se Antonelli è riuscito a rimediare, riprendendo e sorpassando il ferrarista, lo stesso non si può dire per Lando Norris, la cui gara è stata rovinata dalla neutralizzazione. I piloti affronteranno l’argomento all’Hungaroring nel consueto incontro del fine settimana, onde evitare altre situazioni simili a quella di Spa, ma senza correre rischi per la sicurezza.

VSC superflua in Belgio

Il primo a esprimersi sul tema è stato Andrea Kimi Antonelli, che non ha nascosto la frustrazione provata in Belgio quando Leclerc ha approfittato della neutralizzazione per effettuare la sosta: “Sinceramente ero un po’ infastidito dalla situazione, non tanto per il tempismo della Virtual Safety Car, quanto per il motivo. Abbiamo fatto due giri in regime di Virtual per niente. La prima è durata 30 secondi e la seconda per me doveva durare ancora meno, perché quando è uscita io ero tra le curve 10 e 12 e mi hanno detto che c’erano dei commissari in pista, ma quando sono arrivato lì erano già andati via. Non c’era più niente”.

L’azzurro intende sollevare la questione durante l’incontro tra i piloti di questo fine settimana: Ne parleremo, perché sicuramente c’è un po’ di inconsistenza con le bandiere gialle e la durata delle Virtual Safety Car. Nel mio caso, fortunatamente, sono riuscito a tornare in testa, ma potevo benissimo perdere la gara e arrivare secondo”. L’importante è capire quando la presenza della ghiaia in traiettoria diventa un rischio per la sicurezza: “Dipende. È più pericoloso per la macchina, perché puoi danneggiarla molto facilmente. Quando ce n’è troppa, va bene [chiamare la VSC], ma quando ce n’è poca, il tempo che passano 4-5 macchine e va via”.

Photo by Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images

Il compromesso da trovare

Interpellato sullo stesso argomento, Lando Norris ha addirittura rivelato di non essere al corrente del motivo della Virtual Safety Car in Belgio: “Non sapevo che c’era della ghiaia. Quando sono arrivato lì, non c’era più. Quando ce n’è tanta, penso sia importante provare a toglierne un po’. Se però è perché una macchina l’ha toccata un po’ con una ruota, ad essere sincero penso si debba continuare. Una cosa così può cambiare un’intera gara. Per me è stato così”. Secondo il campione del mondo, il nodo della questione sta nel giudicare la quantità di ghiaia in pista:“Se ce n’è tanta, perché qualcuno è andato veramente fuori e ne ha tirata un po’ in pista, allora è importante provare a rimuoverla, perché potrebbe ferirti seriamente. Ti potresti facilmente rompere le dita e io non voglio questo, ha concluso Lando.