Boscoreale, morto prima del parto. la rabbia dei genitori: «Verità su nostro figlio»

Dovevano stringere il loro bimbo tanto desiderato tra le braccia. Contavano le ore, forse i minuti. E invece quella attesa si è trasformata nel più atroce dei dolori: scoprire che il loro bambino non sarebbe mai nato. È il dramma vissuto da Antonio e Nunzia, una coppia di Boscoreale. Lei era arrivata alla fine di una gravidanza che, raccontano, era trascorsa senza particolari problemi. Un dolore che adesso i due hanno affidato a una denuncia presentata nei giorni scorsi al commissariato di Castellammare di Stabia, guidato dal dirigente Francesco Cerciello, nella quale chiedono che venga fatta luce su quanto accaduto.

Al centro dell’esposto c’è l’operato di una ginecologa, R.T., che seguiva la gravidanza e che ha uno studio privato a Castellammare. La vicenda riguarda anche il reparto di Ginecologia della clinica Villa Stabia, dove la donna è stata accompagnata quando ha smesso di avvertire i movimenti del bambino. È lì che, dopo gli accertamenti, tra cui una ecografia e un elettrocardiogramma, ai futuri genitori è stata comunicata la notizia che nessuno vorrebbe mai ricevere: il feto era morto.

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Gli accertamenti 

La donna, alla quarantesima settimana più un giorno di gravidanza, quella mattina dice al marito di non sentire più il bambino. La coppia decide di andare immediatamente alla Villa Stabia. Arriva poco dopo le 13. Gli accertamenti confermano il decesso del feto. Il piccolo, ormai privo di vita, deve essere ancora estratto.

Ma è quanto accaduto nei giorni precedenti a essere finito sotto la lente della denuncia. Il marito racconta che la gravidanza era stata regolare, fatta eccezione per un episodio di perdite avvenuto circa quindici giorni prima. In quella circostanza la ginecologa avrebbe sottoposto la donna a un tracciato, comunicando alla coppia che l’evoluzione della gravidanza era normale. Poi un altro controllo, appena un giorno prima della tragedia. La donna avrebbe effettuato un nuovo tracciato. Anche in questo caso, secondo quanto riferito dal marito nella denuncia, la ginecologa non avrebbe rilevato anomalie. I genitori riferiscono di avere segnalato ai sanitari della Villa Stabia l’esistenza dei tracciati effettuati il 3 e il 10 settembre, sostenendo che non risultassero nei registri della cartella clinica. Quando la ginecologa sarebbe stata contattata dai colleghi del reparto, avrebbe poi mostrato gli esiti degli accertamenti.

Nella denuncia viene inoltre riferito che, dalla fine di luglio fino al 3 settembre, ovvero circa dieci giorni prima del dramma, non sarebbe stata eseguita alcuna visita. Circostanze che dovranno essere verificate e ricostruite dagli investigatori, insieme alla documentazione sanitaria e agli esiti degli accertamenti medico-legali. «Preferisco non rilasciare alcune dichiarazione, c'è una indagine in corso» ha spiegato la ginecologa, contattata sulla vicenda.

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Il dolore 

E oggi, mentre la vicenda giudiziaria muove i primi passi, per Antonio e Nunzia è stato il giorno dell’ultimo saluto al loro figlio. Un momento che avrebbe dovuto essere impossibile da immaginare per due genitori che, proprio in questi giorni, avrebbero dovuto vivere l’emozione della nascita. Ora c’è un dubbio che resta sospeso: l’ipotesi che si potesse fare qualcosa per evitare questa morte. Un dubbio atroce, che appartiene innanzitutto al dolore di due genitori e che solo un’indagine potrà eventualmente trasformare in una risposta.