Branco di lupi attacca un allevamento di pecore uccidendone 17, Veronese (Arav): «Il titolare è distrutto»

BELLUNO - Il lupo ha cambiato gusti. E in Cansiglio, dopo aver di fatto sfrattato o eliminato un gran numero di cervi, da due giorni pasteggia con asini e pecore. Due gli episodi di predazione registrati consecutivamente sulla piana: il primo risale alla notte fra domenica e lunedì quando è stato sbranato un asino dell’agriturismo Le Crode. Il secondo è accaduto poco più di 24 ore fa, nelle prime ore della mattinata di ieri, nei recinti della casera Le Rotte. Entrambe le realtà produttive si trovano a cavallo tra il territorio comunale di Fregona, in provincia di Treviso, e i prati e boschi bellunesi.

LA TESTIMONIANZA

A riferire l’accaduto è Milo Veronese, di Tambre, responsabile per la provincia di Belluno dell’Arav, l’Associazione regionale allevatori del Veneto, a sua volta allevatore in Cansiglio. «All’asino maschio de Le Crode, un agriturismo che appunto alleva asini, le cosce sono state divorate che era ancora vivo -rivela- L’episodio di predazione più dannoso risale invece a ieri mattina. Alla casera Le Rotte un branco di lupi ha dilaniato 17 pecore, altre 5 hanno riportato ferite tali che dovranno essere soppresse; un’altra quindicina invece mostra lesioni meno gravi». Ieri mattina Veronese ha fatto visita alla famiglia Dell’Antonia che gestisce la casera: «Mi chiede come i titolari hanno reagito davanti alla strage? Male, malissimo. Il titolare quasi piangeva. Perché, per noi allevatori, vedere gli animali ridotti così, dilaniati, sbranati, fa passare la voglia di lavorare e fa piangere il cuore». Poi aggiunge altri dettagli, ad esempio l’ora della predazione: «Dev’essere accaduto di mattina, perché quando verso le 7.30-8 è passato in quella zona un dipendente di Veneto Agricoltura, ha visto un lupo ancora dentro il recinto elettrificato».

SENZA DIFESE

Uno dei temi da sempre dibattuti è proprio quello degli strumenti di difesa dagli assalti del lupo: «I recinti elettrificati evidentemente non bastano. E qui in Cansiglio sono un problema anche i cani da guardiania. Sulla piana c’è infatti un grande afflusso turistico con la gente che entra anche nelle zone recintate. Cosa accadrebbe se poi un cane, addestrato a difendere il gregge, assalisse un turista o una qualsiasi persona che entra nello spazio destinato appunto alle greggi?». Una domanda retorica, per Veronese, perché la risposta è ovvia e sconfortante: la responsabilità derivante da eventuali assalti dei cani di guardiania ricadrebbe interamente sui titolari. Veronese però propone anche altre riflessioni sul lupo e sulle sue abitudini alimentari: «Un tempo la preda preferita erano i cervi che a migliaia popolavano la foresta del Cansiglio, ora invece il loro numero è drasticamente diminuito per una serie di ragioni. La prima è che molti sono stati predati. Per cui, ed è la seconda, molti altri hanno abbandonato la zona. Infine il terzo motivo va ricercato nel fatto che tante aziende in Cansiglio hanno recintato le loro coltivazioni per evitare che i cervi si cibassero dell’erba coltivata -più buona di quella che trovano in giro- liberamente a loro disposizione».

CONCLUSIONI AMARE

Amare sono le conclusioni del responsabile Arav per la provincia di Belluno: «Siamo impotenti perché il lupo è protetto da leggi europee. Ma al di là del grave problema delle predazioni, la vera questione è quella del danno ambientale perché se vincerà il lupo, la montagna verrà abbandonata. In Alpago ci sono già molti allevatori che allevavano 10-15 pecore e che hanno gettato la spugna. La conseguenza della loro decisione, che è già sotto gli occhi di tutti, è il progressivo avanzare del prato incolto. È proprio questo il meccanismo che determina il graduale abbandono della montagna. Siccome questo allarme è stato lanciato più volte, nessuno si lamenti se poi la pianura dovesse soffrire le conseguenze indirette dell’abbandono della montagna».