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- Brescia, concesso lo status di rifugiata a trentenne transessuale: “In Perù sarebbe discriminata e perseguitata”
Accolta la richiesta della giovane (sieropositiva) in Italia dal 2023. La tesi della commissione del Ministero dell’Interno: “Nel suo Paese d’origine non avrebbe accesso a cure mediche adeguate”

La trentenne è sieropositiva: la sua condizione di fragilità è fra i motivi che hanno giustificato la concessione dello status di rifugiato

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Brescia, 20 luglio 2026 – C'è "un fondato timore di persecuzione, in quanto esiste la ragionevole possibilità" che "in caso di ritorno nel Paese di origine", ossia in Perù, "in virtù della sua identità di genere e condizione medica sia a rischio di discriminazione, violenza, stigma e mancato accesso a cure mediche adeguate". Lo scrive la commissione territoriale di Brescia che ha deciso di riconoscere lo "status di rifugiata" in Italia a una transessuale trentenne di cittadinanza peruviana e sieropositiva, come reso noto dal suo legale, l'avvocato Stefano Afrune.
Discriminata dalla famiglia
La Commissione territoriale, che fa capo al ministero dell'Interno, come si legge negli atti, spiega che sono "credibili" le dichiarazioni della trentenne, arrivata in Italia nel 2023, la quale "ha descritto in modo particolareggiato come la sua famiglia non l'abbia mai accettata e per questo era spesso vittima di violenza da parte del padre e derisione spingendola ad abbandonare la casa famigliare a 15 anni per iniziare la sua transizione". Allo stesso modo è credibile la sua ricostruzione sul fatto che da "positiva all'Hiv" in Perù "è stata vittima di discriminazione da parte del personale sanitario", tra cui "le difficoltà di accesso a terapie adeguate a causa della sua identità di genere descrivendo che spesso i vigilanti all'esterno dell'ospedale non la facevano nemmeno entrare".
La tesi della commissione
La Commissione fa presente che "a livello giuridico in Perù non esiste una legge che riconosca in modo chiaro il cambiamento di genere e nemmeno una normativa comprensiva che proibisca esplicitamente la discriminazione basata sull'identità di genere". E le donne "trans in Perù sono vittime di discriminazione diffusa, esclusione familiare, violenza fisica e verbale e frequente esposizione a forme di marginalizzazione economica". E l'accesso "reale alle cure - si legge ancora - tra le persone transgender è sensibilmente ostacolato a causa dello stigma diffuso"
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