Introduzione
Con le ondate di calore estremo, anche l’abbigliamento può essere d’aiuto per far abbassare di qualche grado la temperatura percepita. Tra i consigli del ministero della Salute su come difendersi dal caldo c’è proprio il suggerimento di vestire comodi e leggeri, con indumenti chiari di cotone, lino o fibre naturali, mentre sono da evitare le fibre sintetiche. Sempre il Ministero invita a indossare cappelli leggeri e di colore chiaro quando si è all’aperto per proteggere la testa dal sole diretto. Ovviamente è importante anche gli occhi con occhiali da sole con filtri UV e la pelle con creme solari ad alto fattore protettivo, facendo particolare attenzione ai bambini. Di seguito, i trucchi su come vestirsi per combattere il caldo estremo.
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Quello che devi sapere
L'importanza dei vestiti chiari
Si pensa spesso che il colore degli abiti attiri o respinga i raggi del sole favorendo o meno la dispersione del calore. Ed è in buona parte vero, per esempio gli abiti bianchi o di colori molto chiari tendono riflettere maggiormente i raggi solari. Ci sono comunque anche altre variabili da prendere in considerazione, ad esempio la larghezza degli indumenti: uno studio pubblicato su Nature ha evidenziato che i beduini del deserto mantengono una temperatura corporea simile indossando tuniche larghe bianche o nere.
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Il colore e la larghezza dei vestiti
In determinate circostanze anche i tessuti scuri possono essere buoni dissipatori di calore. Il segreto dei beduini sarebbe quello d’indossare abiti larghi, soprattutto in presenza di vento: questo perché riscaldano lo spazio tra il tessuto e la pelle, favorendo una corrente d'aria ascendente, come in un camino, e offrendo un piacevole sollievo.
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Via libera ai vestiti larghi
Un vero alleato anti afa sono gli indumenti larghi che, essendo ampi e leggeri, favoriscono un naturale movimento dell’aria tra pelle e tessuto, aiutando a dissipare il calore soprattutto in presenza di vento. Via libera a camicie e pantaloni oversize o gonne ampie in tessuti leggeri e traspiranti. A La Repubblica la dermatologa Marcella Ribuffo, presidente Lilt Roma, ha sottolineato che “i vestiti neri e larghi, come quelli tradizionali delle popolazioni beduine, possono favorire la circolazione dell'aria tra pelle e tessuto, disperdendo il calore prima che raggiunga il corpo. Se invece gli abiti sono aderenti, quelli bianchi tendono a essere più freschi e meno a rischio allergie”.
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La differenza d’abbigliamento tra clima secco e umido
Il modo di vestire, in realtà, cambia anche a seconda che il caldo sia secco o umido. Con clima secco il sudore evapora facilmente, favorendo il naturale raffreddamento del corpo. Quando invece l’umidità è elevata, l’evaporazione rallenta e la sensazione di calore aumenta. In questo secondo caso è meglio scegliere tessuti traspiranti che permettano al vapore acqueo di fuoriuscire senza intrappolare il sudore. Sempre la dottoressa Ribuffo ha segnalato che “tutti i tessuti intrappolano in una certa misura le radiazioni infrarosse emesse dal corpo, che aiutano a mantenerci al caldo quando fa freddo, ma non sono l'ideale in una giornata calda”. Per questo motivo , quindi indossare indumenti vanno preferiti gli abiti traspiranti.
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I tessuti da indossare per abbassare la temperatura
Entrando nel dettaglio riguado a quali tessuti prediligere bisogna tenere conto che il lino è il materiale più traspirante, ma impiega più tempo ad asciugarsi. Meglio indossarlo con caldo secco rispetto a giornate molto umide. Il cotone assorbe bene il sudore, ma se si bagna tende a restare umido. Poliestere e nylon eliminano l'umidità più rapidamente e asciugano in fretta e sono quindi da preferire con caldo umido o se si prevedono attività sportive; infine la lana merino è traspirante, allontana l'umidità e trattiene meno gli odori. È allo studio anche lo sviluppo di materiali innovativi, progettati per ridurre il surriscaldamento corporeo. Per esempio un team di ricercatori cinese è riuscito a progettare un particolare tessuto smart che riesce a raffreddare il corpo di quasi 5°C. Questo materiale è stato realizzato combinando elementi che riflettono la luce visibile e ultravioletta, proprio come il teflon e il biossido di titanio usato nelle creme solari, insieme ad altri che invece hanno la capacità di rilasciare il calore, tra cui le fibre di acido polilattico. Il tessuto PCM, invece, riuscirebbe a immagazzinare il calore in eccesso quando si ha caldo e a restituirlo quando ci si raffredda.
Bagnare i vestiti
Un modo efficace per raffreddare il corpo è anche quello di bagnare i vestiti per favorire l’evaporazione del sudore. L’evaporazione dell’acqua richiede energia termica, che viene sottratta alla pelle contribuendo ad abbassare la temperatura corporea. Se le condizioni lo permettono, magari quando si è in casa, vestirsi poco è meglio. Meno tessuti si indossano, maggiore è lo scambio di calore tra la pelle e l’aria. All’esterno però bisogna ricordarsi dei raggi UV che danneggiano l’epidermide, quindi se si sta all’aperto sono da preferire abiti lunghi e leggeri.
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Attenzione ai tessuti tossici sia col caldo che col freddo
Un consiglio che vale tutto l'anno riguarda la pelle e cosa contengono i tessuti dei vestiti che si acquistano. L'epidermide assorbe le sostanze nocive, perciò, prima di comprare un capo d’abbigliamento, è utile controllare l’etichetta, soprattutto se l’indumento non è stato prodotto in Ue. L’Istituto superiore di Sanità ha segnalato la presenza, nei tessuti, di interferenti endocrini che sono banditi dalle nuove norme europee perché possono creare disturbi alla salute. Le sostanze nocive possono essere legate:
- alle fibre del tessuto (esempio sono i pesticidi per il cotone);
- al materiale di composizione delle scarpe, zoccoli come plastica, pelle, finta pelle ecc. (come acetofenone nella plastica, DEHP nella finta pelle, formaldeide nel cuoio);
- ai coloranti dei tessuti ( benzidina dagli azo-coloranti );
- alle resine per finissaggio i trattamenti "lava e metti", "senza pieghe" e "non-stiro" (che spesso utilizzano delle resine che "liberano" molta formaldeide);
- ai fissatori delle materie coloranti (formaldeide);
- agli accessori (bottoni e fibbie ecc. composti da metalli come nichel cromo ecc).
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