Cinque ondate di calore dalla fine di maggio. Una dietro l'altra, con tregue sempre più brevi. L'ultima fiammata ha accompagnato l'Italia fino a Ferragosto, con punte di 45 gradi nelle zone interne della Sardegna e oltre 40 in diverse città. Ora la morsa comincia ad allentarsi, ma non ovunque: il Nord passa dal caldo ai temporali, mentre Centro-Sud e Isole restano sotto l'anticiclone africano, con temperature che possono ancora raggiungere i 40-45 gradi. Una tregua più decisa è attesa verso il weekend: tra il 20 e il 23 agosto le massime scenderanno sui 32-33 gradi, a Roma in particolare, pur restando sopra la media.
Un'estate estrema che lascia il segno anche in montagna. Sullo Stelvio le piste da sci sono state chiuse perché le temperature non scendono abbastanza neppure durante la notte per garantire la sicurezza sul ghiacciaio. Di fatto, sulle Alpi non si scia più d'estate: la stessa situazione interessa gli impianti in Svizzera, Francia e Austria. Sul ghiacciaio dei Forni, a oltre 2000 metri di quota, sono stati registrati 17 gradi; al Passo Marinelli, a circa 3000 metri, il termometro ha segnato 9 gradi.
L'altra faccia dell'emergenza caldo rimangono però gli incendi, il vento continua ad alimentarli. In Abruzzo sono ancora diversi i fronti attivi e la situazione più difficile resta quella del Morrone, tra Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme. Qui ieri è stato necessario chiamare anche l'Esercito. Il Genio militare dovrà allargare sentieri e viabilità e creare fasce tagliafuoco per fermare l'avanzata delle fiamme. Da Roma è stato inviato il New Holland D180, il più potente mezzo apripista a disposizione dell'Esercito, con il supporto del nono Reggimento Alpini dell'Aquila. Il fumo della Maiella è arrivato fino a Pescara e sul fronte aereo sono stati mobilitati Canadair, elicotteri regionali e un Erickson. In Carnia le fiamme bruciano ormai da dieci giorni: l'incendio scoppiato il 7 agosto tra Amaro e Tolmezzo ha già interessato quasi 500 ettari. Dopo il caldo e la siccità arrivano pioggia, vento e fulmini. L'aria più fresca scesa da Nord incontra un'atmosfera che per settimane ha accumulato calore e umidità. E i temporali possono diventare molto violenti.
Il maltempo
Sulla costa livornese in appena sei ore ieri sono stati registrati 21 mila fulmini. Nel Cremonese una tromba d'aria ha scoperchiato tetti, divelto cartelli e pali dell'illuminazione, provocando blackout e disagi alla viabilità. In Campania è allerta gialla fino alle 14 di oggi per rovesci improvvisi. Sul fronte dell'afa, invece, nessuna delle 27 città monitorate dal ministero della Salute sarà da bollino rosso fino a domani. In giallo invece sono solo sette, tra cui Roma, mentre domani saliranno a 16. Da giovedì il Nord tornerà a essere interessato da temporali e grandinate, con un calo delle temperature.
Tra i fenomeni che stanno segnando questa estate ci sono anche le cosiddette "bombe d'acqua". È successo a Siena, dove un violento acquazzone ha costretto a rinviare il Palio, mentre a poca distanza la pioggia era molto meno intensa o assente. È la classica "nuvola di Fantozzi": in un punto viene giù il diluvio e pochi chilometri più in là l'asfalto resta asciutto. «Bomba d'acqua, però, non è un termine meteorologico», spiega Massimo Ciccazzo, meteorologo e segretario dell'Associazione Bernacca. «Possiamo parlare di temporale o eventualmente di alluvione lampo quando questi fenomeni sono particolarmente intensi». I temporali estivi, chiarisce, «da sempre sono fenomeni localizzati» e possono interessare «anche aree molto piccole, mentre intorno non ci sono magari effetti di rilievo». È quanto accaduto mercoledì scorso a Roma: un violento temporale ha investito il quadrante nord-est, in particolare Conca d'Oro, mentre in altre zone della Capitale non è caduta una goccia. Ma a cambiare è soprattutto la violenza con cui possono manifestarsi. «Più è calda l'atmosfera, più è calda la superficie del mare e più questi fenomeni hanno energia a cui attingere», spiega Ciccazzo. Per questo possono diventare «localmente devastanti», sia per la quantità di pioggia sia per «colpi di vento molto intensi». E prevedere esattamente dove colpiranno resta quasi impossibile. «Si può individuare l'area, più o meno estesa», sottolinea Ciccazzo, «ma non si può sapere con un giorno di anticipo quale quartiere verrà investito». Così un'allerta può sembrare ingiustificata dove non cade una goccia, mentre pochi chilometri più in là il temporale allaga strade e sottopassi, creando gravi danni.
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