Voleva osservare da vicino la cima dell'Etna, così noncurante dei divieti, si è avventurato in una zona interdetta. E qui, nel pomeriggio di domenica 16 agosto, è stato colpito e ucciso da un fulmine. La vittima è un cittadino statunitense di trent'anni. L'incidente è avvenuto a metà giornata, quando un violento temporale ha colpito l'area in cui si trovava: mentre l'uomo stava cercando un rifugio, sarebbe stato centrato da una scarica elettrica.
È rimasto per delle ore agonizzante a terra prima di venire soccorso. L'allarme sarebbe scattato solo in serata. Quando però, intorno alle 20, l'elicottero dei vigili del fuoco è arrivato sul posto, l'escursionista era ormai gravissimo: è morto poco dopo il suo arrivo all'ospedale Cannizzaro di Catania.
Il divieto
Era stata la Protezione Civile a dichiarare interdetta la zona alcuni giorni fa. «È salito il livello di allerta sul vulcano. A causa del passaggio al livello F1 del sistema Etnas, è stata segnalata un'alta probabilità di fontane di lava. Alla luce dell'evoluzione dell'attività vulcanica - avevano spiegato in un comunicato - il Dipartimento Regionale della Protezione Civile ha attivato la fase operativa di allarme. Contestualmente è stata disposta l'interdizione della Zona Sommitale (ZS) dell'Etna. L'accesso all'area interessata è pertanto vietato e si invita la popolazione, i visitatori e gli escursionisti a non avvicinarsi e a seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità. La situazione resta sotto costante monitoraggio da parte degli organi competenti, mentre prosegue l'attività di sorveglianza del vulcano». Insomma, al di là del fulmine, i rischi di un'escursione nella zona vietata erano comunque tanti già di per sé. Appena qualche giorno fa le guide che portavano i turisti sull'Etna avevano spiegato come poter assistere al fenomeno dell'eruzione, raccomandandosi però di non spingersi nella zona proibita: «È più pericoloso trovarsi in quota dove si verificano le attività esplosive. Anche a 1300 metri si può osservare un fronte lavico: non è quello che viene alimentato dal cratere a 3mila metri, ma si è formato da bocche laterali. È però altrettanto spettacolare e sicuramente comporta meno rischi».
L'attività eruttiva
L'Etna comunque non accenna a calmarsi, dopo oltre due settimane di sbuffi e colate laviche, in cui ha portato non pochi disagi all'aeroporto catanese. Le osservazioni dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia hanno registrato «l'apertura di una bocca effusiva in Valle del Bove, a una quota compresa tra 2200 e 2350 metri».
Altre vittime
Il turista statunitense non è l'unica vittima dei fulmini che hanno colpito nelle ultime ore il nostro Paese. In Alto Adige, ai confini con la Svizzera, un escursionista altoatesino è morto probabilmente dopo essere stato colpito da un fulmine. L'episodio si è verificato sul Piz Starlex, vetta di 3.075 metri nella zona di Tubre in Val Monastero. L'uomo era disperso da domenica pomeriggio, esattamente dalle ore 13, quando aveva raggiunto la cima della montagna. Successivamente, in quella zona si è abbattuto un forte temporale. A seguito del mancato rientro, solo poco dopo le 22 è scattato l'allarme. Alle ore 23.44, grazie all'utilizzo di un drone, i soccorritori hanno localizzato l'uomo, che si trovava a circa 2.600 metri in una zona particolarmente impervia. Quando lo hanno raggiunto, hanno però potuto solo constatare il decesso. Nelle ultime sei ore oltre 21mila fulmini sono stati registrati nell'area della Toscana.
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