Nonostante la fase attuale veda un momento di relativa tregua sul fronte delle scosse nei Campi Flegrei, lCincubo per chi ha dovuto evacuare non si è mai fermato. Per alcuni cittadini di Pozzuoli, costretti a lasciare le proprie vite tra le pareti lesionate, al danno si aggiunge oggi la beffa dello sciacallaggio. A dar voce a questo malessere diffuso è Daniela Gandolfo, residente a Pozzuoli e proprietaria di un immobile.
La casa si trova nella storica e popolosa zona dell'Annunziata a Pozzuoli. Tornata nella propria abitazione scortata dai Vigili del Fuoco per recuperare beni essenziali, si è trovata di fronte a uno scenario desolante. Entrata in casa ha trovato stanze completamente a soqquadro, armadi spalancati e cassetti svuotati. Gli sciacalli hanno persino sollevato e perquisito da cima a fondo il vano contenitore del letto matrimoniale.
Il racconto
Il racconto della donna ripercorre con angoscia i momenti concitati del violento terremoto del 31 luglio che ha fatto tremare l’area flegrea. Da quel giorno è iniziato l’estenuante calvario del trasferimento e della riorganizzazione della propria vita familiare lontano dal proprio quartiere. «Abbiamo fatto le valigie di corsa con l’essenziale per trasferirci. Lasciare la propria casa e i propri affetti è un fatto doloroso: ora sono ai Ponti Rossi a Napoli, una zona che non conosco. I disagi quotidiani sono moltissimi e per ogni spostamento sono costretta a prendere l'automobile tra mille difficoltà».
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La decisione di rientrare temporaneamente nell’alloggio in zona Annunziata è nata dall’esigenza di recuperare oggetti utili. Ma l’impatto con la dura realtà dell'appartamento violato da ignoti è stato estremamente amaro e traumatico per la proprietaria. «Sfruttando l’evacuazione forzata, individui senza scrupoli si sono introdotti negli appartamenti e li hanno svaligiati. Hanno calpestato senza alcun rispetto la nostra intimità e la nostra dignità di persone già provate dall’emergenza», spiega Daniela. «Mentre io da onesta residente rispetto i sigilli e non entro senza autorizzazione, un ladro può muoversi indisturbato per ore. Questo dimostra che i controlli sul territorio sono mancati e le nostre case sono state lasciate completamente al loro destino».
La situazione di insicurezza riguarda l’intero edificio. Nel suo stabile, su un totale di nove condomini, ben quattro appartamenti hanno subito le visite indesiderate e i raid dei malviventi. «Gli stessi Vigili del Fuoco si sono accorti subito che le mandate erano state forzate dall’esterno con arnesi da scasso. Fortunatamente i preziosi e i televisori li avevamo già portati via subito dopo lo sgombero, così si sono accontentati di poco. Hanno rubato piccoli elettrodomestici di uso quotidiano, come la friggitrice ad aria. Ma al di là del valore materiale del furto, ti senti profondamente violato nella privacy e nella tua serenità familiare».
I ritardi
Ad appesantire ulteriormente il quadro già complesso c’è la gestione e l’erogazione dei contributi economici statali destinati agli sfollati. Le famiglie denunciano infatti forti ritardi burocratici nelle erogazioni periodiche del Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS). «Dopo la prima mensilità ricevuta ad agosto, oggi a ottobre non abbiamo visto più nulla», incalza la residente con forte preoccupazione. «Nel frattempo dobbiamo pagarci l'affitto da soli con i risparmi di una vita che si assottigliano inesorabilmente giorno dopo giorno. E c’è di più: non potendo rientrare a prendere grandi elettrodomestici come la lavatrice, siamo costretti a comprarne di nuovi per la casa provvisoria, spendendo ulteriori soldi che in questo momento non vorremmo sprecare».
Dopo la scoperta del furto, Daniela Gandolfo ha presentato la denuncia alle forze dell’ordine. Tuttavia, la sua protesta punta ad ottenere interventi concreti e duraturi a tutela dell'intera comunità flegrea colpita dal terremoto. «Non è solo una denuncia contro ignoti, è un grido per far capire che noi sfollati non abbiamo abbandonato le nostre abitazioni per sempre. Lì dentro ci sono ancora i nostri ricordi, le nostre cose e pezzi fondamentali della nostra vita che vanno protetti. Le istituzioni non possono lasciarci soli di fronte alla paura del terremoto e poi abbandonarci alla burocrazia e alla criminalità».