Eav, mossa del manager. Diffida alle pagine social: niente satira sulla Circum

Dieci pagine, firmate da uno studio legale con sedi a Napoli, Roma, Potenza e Salerno, che chiamano in causa tribunali, Cassazione e Corte di giustizia dell’Unione europea per sostenere che un meme sulla Napoli-Sorrento potrebbe passare per un comunicato dell’Ente Autonomo Volturno. E che quindi è opportuno che alcune pagine social smettano di avere, nel proprio nome, il riferimento alla Circumvesuviana. È il contenuto di una diffida, datata 16 settembre ma giunta a destinazione solo ieri, inviata dagli avvocati su procura di Pietro Diamantini, l’amministratore unico di Eav. Destinatari, due pagine facebook. Da una parte il gruppo «Circumvesuviana - EAV - la voce dei pendolari vesuviani», che conta oltre 11.017 iscritti, amministrato da Salvatore Ferraro. Dall’altra la pagina «Circumvesuviana. Guida alle soppressioni e ai misteri irrisolti», quasi trecentomila follower, che l’atto attribuisce a Giovanni «Mosturzo» (che in realtà si chiama Masturzo) e liquida come «autoproclamata satirica». Si tratta della famosissima pagina che dal 2019 racconta una delle ferrovie più sgangherate d’Italia, al punto da averne fatto quasi un genere letterario (e non è un caso che Masturzo sull’argomento ha scritto anche due libri). In realtà destinataria principale della lettera è Meta, mentre Ferraro e Masturzo figurano «per conoscenza». A Meta si chiede di vagliare ogni pagina che usi «EAV», «Ente Autonomo Volturno» o «Circumvesuviana» e di impedire che il nome ritorni con un cambio di username.

Le argomentazioni 

La diffida è ampia ed articolata, gli avvocati argomentano ampiamente le ragioni della loro missiva. Della pagina dei pendolari viene detto che l'accostamento «CIRCUMVESUVIANA - EAV» è una «giustapposizione esatta» capace di indurre nell’«utente medio» l’idea di un canale «sponsorizzato» dall’azienda. Quanto alla pagina satirica, la dicitura «Pagina satirica» sarebbe un «mero disclaimer», perché l'illecito è «di pericolo astratto»: la confusione non deve essere avvenuta, basta che sia ipotizzabile. A questo si aggiunge la promozione di «Racconti Vesuviani», libro in vendita dallo scorso aprile, il secondo di Giovanni Masturzo che configurerebbe uno «sfruttamento parassitario» della notorietà del nome. I tribunali evocati sono quelli di Venezia e Brescia: a Venezia, a maggio 2024, un caso analogo avrebbe portato al cambio del nome. A onor del vero, però, nemmeno in Eav la chiamano più Circumvesuviana: in azienda si dice ormai «linee vesuviane» da quando c’è stato l’accorpamento con Cumana, Circumflegrea e linee della metropolitana. C’è anche un passaggio sulla Cassazione: il gestore di una pagina risponde dei contenuti illeciti se, informato, non interviene, e la diffida stessa «costituisce prova piena della conoscenza effettiva». Il documento, dunque, si fa notifica e prova. Se nessuno risponde scattano 500 euro al giorno, la pubblicazione del provvedimento, il danno all'immagine e persino la segnalazione all'Antitrust e alle autorità di pubblica sicurezza.

La risposta 

Nessuno dei due “diffidati” ha atteso la scadenza dei cinque giorni. Il gruppo di Ferraro si chiama ora «Comitato pendolari vesuviani», mentre la pagina satirica è stata rinominata «Vesuviana State of Mind», come il primo libro di Masturzo del 2021. L’autore si è addirittura adeguato prima di ricevere la pec, che finora è arrivata solo a Ferraro. È probabile che si vedrà recapitare una raccomandata, se nel frattempo verrà corretto il cognome. Dal canto loro i comitati, di cui Salvatore Ferraro è uno dei principali animatori, sono subito passati all’attacco: «Bastava parlarsi, non c’era bisogno della diffida». E aggiungono: «Forse è giusto evitare la confusione, ma è certamente gravissimo non garantire i diritti». Il caso, però, va letto dentro la nuova governance di Diamantini, ingegnere napoletano di 64 anni, ex Ferrovie dello Stato, amministratore unico dal 15 luglio scorso al posto di Umberto De Gregorio. La diffida si inserisce in un riordino della comunicazione: già da qualche settimana, per esempio, il canale telegram non riporta notizie su ritardi e soppressioni e le informazioni sugli orari sono affidati a un teleindicatore. Per ironia della sorte, proprio ieri si è verificato un problema al nuovo treno Stadler, partito verso le 13 da Volla e diretto a Baiano. Ha dovuto fare ritorno in stazione per poi ripartire con un significativo ritardo. E chi viaggiava sul convoglio? Enzo Ciniglio, uno dei portavoce (assieme a Ferraro) dei comitati dei pendolari, che ha subito affidato a un video sui social le sue lamentele. Insomma, il nome “Circumvesuviana” potrebbe anche sparire da pagine e gruppi, ma i post e i commenti su disagi, problemi e difficoltà da parte dei pendolari troveranno comunque spazio fino a quando il servizio non migliorerà.