Non è una droga leggera e a pagarne le spese sono soprattutto i giovani. E' quello dell'uso della cannabis il delicato tema affrontato nell'ultimo libro dal neurologo Rosario Sorrentino che nelle pagine di 'Cannabis il grande inganno' lancia un appello 'alla politica, alla scuola, ai genitori: la prevenzione non è un'opzione, è un dovere generazionale'.
Il libro è stato presentato a Roma e a moderare l'incontro erano la giornalista Barbara Palombelli e l'ex parlamentare europeo Goffredo Bettini. Sorrentino mostra cosa accade "davvero quando cannabis, alcol, droghe e abuso di tecnologie interferiscono con lo sviluppo cerebrale. E denuncia la disinformazione che sta spingendo migliaia di ragazzi verso rischi che non comprendono". Insieme alla psicoterapeuta Francesca Weihs, spiega "cosa succede nel cervello dei giovani, perché il THC di oggi è molto più potente, come la cannabis interferisce con la maturazione della corteccia prefrontale e perché può slatentizzare disturbi psichiatrici anche gravi".
"Legalizzare? - ha spiegato il neurologo durante la presentazione del libro- Forse chissà tra vent'anni quando ci sarà tra i giovani ma non solo, maggiore consapevolezza sui rischi reali della cannabis una droga che soprattutto negli adolescenti può slatentizzare far emergere malattie psichiatriche, serie e di difficile gestione: attacchi di panico, episodi psicotici, disturbo bipolare e molto altro, ma anche la tanto temuta sindrome amotivazionale che può compromettere l'apprendimento e il rendimento scolastico.
Sarò ingenuo, un illuso - ha aggiunto- ma a destra e sinistra devono marciare uniti per contrastare il fenomeno della tossicodipendenza sempre più diffuso tra i giovani. Basta leggere l'eccellente relazione del Sottosegretario Alfredo Mantovano sulla situazione delle droghe in Italia. Questo già dovrebbe essere sufficiente a suscitare un certo allarme e preoccupazione".
Per Goffredo Bettini "il libro di Sorrentino ha l'enorme pregio di affrontare il tema della cannabis da un punto di vista scientifico. Non è una droga cosiddetta leggera. Ha effetti ampiamente provati assai pericolosi soprattutto nella fase di sviluppo degli adolescenti. Sorrentino è appassionato della verità, ha coraggio, non è affatto un proibizionista, piuttosto un neurologo che vuole informare, nelle scuole e nella società, di ciò che ha constatato nei suoi lunghi studi e nella sua pratica medica. Auguro al suo libro il più grande successo.
Potrebbe essere l'occasione di un confronto tra i partiti e nella politica, aperto, non ideologico su un tema che attraversa una parte grande di gioventù".
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