Ex Milan, Capello: "Seedorf? Una volta mi tolsi la giacca". Il retroscena
La nona edizione del Festival dello Sport a Trento, la prestigiosa kermesse organizzata da La Gazzetta dello Sport, ha vissuto questa mattina un capitolo interamente dedicato alla storia e al presente del Milan. Sul palco del Teatro Sociale, durante un evento speciale targato Sky Sport incentrato sul calcio europeo e sulla Champions League, i giornalisti Federica Masolin e Paolo Condò hanno ospitato un parterre d'eccezione composto da Zvonimir Boban (LEGGI QUI LE SUE PAROLE), Paolo Di Canio e dall'ex leggendario allenatore rossonero Fabio Capello. Proprio il tecnico di Pieris ha rubato la scena analizzando con la consueta lucidità il nuovo ciclo del Diavolo guidato da Rúben Amorim, lanciando un avvertimento chiaro sulla gestione della rosa e sulle pressioni del calcio italiano.
La critica di Capello ad Amorim: "La squadra aveva valori, andava solo aggiustata"
Capello non ha usato giri di parole per commentare l'avvio di stagione dell'ex allenatore dello Sporting Lisbona e del Manchester United sulla panchina di Milanello, ponendo l'accento sulle scelte strategiche compiute al suo arrivo a Milano. "Cosa chiederei a Rúben Amorim? Se ha capito quali sono i migliori giocatori che ha a disposizione", ha esordito l'ex allenatore rossonero senza troppi fronzoli.
Il noto talent di Sky Sport ha poi voluto ricordare il recente passato della squadra per sottolinearne il potenziale inespresso: "Lui ha ereditato una squadra che fino a sette giornate dalla fine dello scorso campionato era stabilmente in zona Champions League. Poi non si è capito bene cosa sia successo e alla fine non ci è arrivata. Questo dimostra che a livello calcistico quella squadra aveva dei valori importanti. Io, al suo posto, avrei cercato semplicemente di aggiustare quella squadra, non di rivoluzionarla completamente".
Il fattore tempo a Milano: "Al Milan non c'è spazio per le rivoluzioni"
L'affondo di Don Fabio si è poi spostato sulla comprensione delle dinamiche e delle tempistiche del campionato di Serie A, dove la concorrenza corre velocissima e non aspetta i ritardi di chi deve ancora trovare una propria identità. Un concetto che, secondo Capello, il tecnico portoghese ha iniziato ad assimilare soltanto dopo le primissime uscite ufficiali.
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"Tu alleni il Milan, non c'è tempo per fare le rivoluzioni", ha ammonito severamente Capello dal palco di Trento. "Perché se l'obiettivo minimo della società è quello di arrivare in Champions e tutte le altre avversarie corrono forte, tu rischi seriamente di arrivare in forte ritardo. E questo, secondo me, Amorim lo ha capito bene adesso che ha fatto la squadra, però ci è arrivato alla quinta partita di campionato. È stato comunque bravo e fortunato ad aggiustare le cose in corsa", ha concluso l'ex tecnico promuovendo con riserva la reazione del collega.