Cappellari: 'Ho inventato l'attentato, mi scuso con tutti' - Notizie - Ansa.it

Adriano Cappellari ha dato alle fiamme alcune bombolette di gas davanti alla porta di casa sua per inscenare un attentato nel contesto di un clima di forte tensione dovuto alle elezioni nel suo paese in provincia di Vicenza, Enego, sull'Altopiano di Asiago. Lo ha spiegato lui stesso, in una lunga lettera consegnata alla pm Alessia Grenna in occasione dell'interrogatorio tenutosi oggi nella caserma dei Carabinieri di Vicenza, durato due ore.

Una lunga confessione durante la quale l'aspirante cronista di 21 anni, a cui dopo la messinscena era arrivata la solidarietà della premier Giorgia Meloni e del parroco anticamorra don Maurizio Patriciello, "si è mostrato molto provato, ha pianto e ha manifestato un sentimento di grande pentimento rispetto all'accaduto", come ha riferito il suo legale, Roberto Rigoni Stern, che a sua volta è sindaco di un altro paese della zona, Asiago. "Sono qui oggi perché sento il dovere di chiedere scusa", comincia la missiva di Cappellari, che è indagato per incendio, calunnia e simulazione di reato. "Molti - ha riconosciuto, ricordando la grande ondata di solidarietà che ha coinvolto, oltre alla premier e al sacerdote, anche una grossa fetta di società civile - mi hanno creduto, mi hanno difeso e hanno sofferto insieme a me. A tutti loro chiedo sinceramente perdono, perché ho tradito la loro fiducia".

Pur assicurando di non cercare giustificazioni, Cappellari fa risalire le ragioni del suo gesto a un periodo "segnato da un clima di forte contrapposizione nel mio paese, in coincidenza con la campagna elettorale", nel quale "mi sono lasciato sopraffare dalle emozioni, dalla paura e da un profondo disagio personale". Quella forte contrapposizione derivava anche, in parte, da un servizio di Report: lo stesso Cappellari si era messo in contatto con la trasmissione per un servizio sull'ex amministrazione e la gestione di alcuni fondi. "Oggi sto vivendo un dramma umano che faccio fatica a gestire, anche per la mia giovane età. Ma questo non diminuisce in alcun modo la mia responsabilità - ammette Cappellari -. Ho deciso, insieme ai miei difensori, di collaborare pienamente con l'Autorità Giudiziaria affinché ogni aspetto della vicenda possa essere chiarito nel modo più completo e nel più breve tempo possibile. È una scelta che nasce dal rispetto per la giustizia e dalla volontà di assumermi fino in fondo le responsabilità delle mie azioni. Affronterò il percorso che mi attende con senso di responsabilità, accettando le decisioni che verranno assunte. So che dovrò pagare per gli errori che ho commesso ed è giusto che sia così". Ora, il giovane chiede di "trasformare questo errore per fare qualcosa di utile".

Anche con l'aiuto dello stesso don Patriciello, che il 4 giugno era salito a Bassano del Grappa per abbracciarlo ed esprimergli sostegno. Il dialogo è in corso e, spiega Rigoni Stern, l'obiettivo è "intraprendere un percorso di giustizia riparativa, abbiamo parlato col pubblico ministero di questa ipotesi". Per questo "le aperture da parte di don Patriciello sono fondamentali, perché ci permetteranno di allontanarlo da quel luogo da cui è scaturita questa triste vicenda, fino a portarlo lontano per un periodo di recupero anche psichico".

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